Il periodico “In corso d’Opera” (32 pagine illustrato a colori) pensato e scritto da persone detenute nel carcere di massima sicurezza di Milano-Opera

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Il periodico “In corso d’Opera” (32 pagine illustrato a colori) pensato e scritto da persone detenute nel carcere di massima sicurezza di Milano-Opera sabato 11 aprile ha ricevuto un importante riconoscimento dai cronisti lombardi nell’ambito della annuale prestigiosa rassegna dedicata alla figura di Guido Vergani.

12.4.2015 – Il periodico “In corso d’Opera” (32 pagine illustrato a colori) pensato e scritto da persone detenute nel carcere di massima sicurezza di Milano-Opera sabato 11 aprile ha ricevuto un importante riconoscimento dai cronisti lombardi nell’ambito della annuale prestigiosa rassegna dedicata alla figura di Guido Vergani.  “L’informazione non può e non deve essere fermata da nessuna barriera”, si legge nella motivazione del premio, “perché rappresenta il pilastro fondante di un Paese democratico. Supera sbarre, porta blindate, chiavistelli, entra ed esce anche in un luogo come il carcere: a patto che sia corretta nei contenuti e nel modo di proporla. Lo stanno dimostrando i detenuti del carcere di Milano-Opera che da oltre 2 anni sono impegnati in un percorso di studio e di lavoro che li ha portati ad imparare tecniche e linguaggio giornalistico”. Ora si propongono con un loro periodico nel quale affrontano tempi importanti che riguardano sia la loro condizione di reclusi, sia la realtà del mondo “fuori”. Tra le inchieste di rilievo vanno segnalate quelle in cui affrontano il tema dei propri errori con l’obiettivo di evitare che altri, soprattutto i più giovani, possano tragicamente incapparvi. enunciano nei loro articoli anche le situazioni più dure come gli attentati a Parigi, i massacri in Medioriente e in Africa. Per ricevere il premio hanno ottenuto un permesso speciale e sono stati accompagnati e scortati in via Vivaio, nell’ Istituto dei Ciechi, da agenti di polizia penitenziaria. Dopo il premio hanno ricevuto l’abbraccio anche dalle guardie e un affettuoso applauso dai cronisti. “Se l’informazione riesce a coinvolgere anche chi sta pagando per le proprie colpe in carcere” significa che davvero ha un ruolo determinante per tutti coloro che credono in un mondo migliore” ha detto Renzo Magosso, consigliere nazionale dell’Ordine e direttore responsabile del periodico la cui impaginazione viene assicurata da Carlo Ubezio, uno “storico” grafico del Corriere della Sera. Il prossimo 20 maggio al Circolo della Stampa il periodico verrà presentato durantre un corso di formazione con rilascio di crediti (dalle ore 17 ale ore 20) e saranno relatori sulla “carta di Milano” (che regola il rapporto tra l’informazione e le persone detenute) il prrsidente dell’Ordine della Lombardia Gabriele Dossena, il presidente dell’Associazione lombarda Paolo Perucchini, Renzo Magosso e la psicologa Barbara Rossi che da oltre 15 anni segue il percorso dei reclusi che hanno aderito al gruppo “Leggere Libera-mente”. Ai “cronisti” di Opera è stato consegnato un simbolico diploma con la dizione “redattori diversamente liberi”.

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  1. Un poliziotto e rimasto ferito in servizio e stato riformato si e suicidato lascia moglie e figli un appello a tutti i detenuti raccolgo delle firme per una petizione e tutto gratis firmate grazie Change.org

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