LIBERAZIONE sospende le pubblicazioni

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LIBERAZIONE SOSPENDE le PUBBLICAZIONI DAL 1° GENNAIO. EFFETTO dei TAGLI ai FINANZIAMENTI ai GIORNALI COOPERATIVI, DI IDEE E DI PARTITO.

Roma, 16 dicembre 2011. Liberazione sospenderà «in via cautelativa» le pubblicazioni dal prossimo 1 gennaio. È quanto rende noto il cdr del quotidiano riferendo le comunicazioni della società editrice di Liberazione, la Mrc. «È questo il risultato immediato – spiega l’editore secondo quanto riferisce la nota del cdr – della cancellazione retroattiva del finanziamento pubblico per i giornali cooperativi, di idee e di partito decisa dal governo Berlusconi e confermata dal governo Monti».La sospensione delle pubblicazioni di Liberazione, colpisce una redazione già provata da una pesante ristrutturazione: 23 esuberi di giornalisti su 30 e 14 esuberi di poligrafici su 20. «Ora tutti e 50, con le nostre famiglie – scrive in una nota il comitato di redazione – restiamo senza futuro. E la testata, piccola ma con vent’anni di storia alle spalle, vede spegnersi la propria voce». Per il cdr, Liberazione «è il primo di una serie di giornali, le stime dicono almeno cento, che se il finanziamento non verrà ripristinato immediatamente, sono destinati a morire. I lavoratori e le lavoratrici a rischio sono oltre 5mila, a cui vanno aggiunti quelli dell’indotto. Sappiamo perfettamente di essere una goccia nell’oceano, siamo solidali con tutti i lavoratori, pensionati e precari colpiti dalla crisi e dalle ricette inique del governo Monti: di loro raccontiamo tutti i giorni sulle nostre pagine. Vogliamo però che sia chiaro a tutti che sono in campo da tempo diverse proposte alternative che permetterebbero di reperire le risorse necessarie senza gravare sui conti dello Stato». Per il cdr di Liberazione, «intervenire subito per salvare la nostra e le altre testate, i nostri e tutti i posti di lavoro oggi minacciati è ancora possibile. È però una questione di giorni, anzi di ore. C’è bisogno di scelte politiche chiare e operative per non consegnare tutta l’informazione nelle mani di pochi colossi editoriali, com’è successo per le televisioni. L’appello del Presidente Napolitano in difesa del pluralismo dell’informazione è ancora in attesa di una risposta». Da oggi i lavoratori e le lavoratrici di Liberazione sono in assemblea permanente e impegnati in iniziative di sensibilizzazione e di lotta. E fanno appello ai lavoratori delle altre testate, ai lettori, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni, ai movimenti, ai cittadini per costruire insieme, subito, momenti di mobilitazione. (ANSA)

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