LA CRISI E’ UN BUON SALVACONDOTTO PER APPLICAZIONI RAGIONEVOLMENTE SCANDALOSE

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LA CRISI E’ UN BUON SALVACONDOTTO PER APPLICAZIONI RAGIONEVOLMENTE SCANDALOSE

Nel 2007 usciva un libro di Naomi Klein “Shock Economy” una denuncia dell’utilizzo tecnico-strumentale delle crisi economiche.

Quel libro va riletto per vedere somiglianze e differenze con quanto sta succedendo ora in Europa.

Alcuni think-tank rendono più commestibile la pillola rivestendola di pensieri zen: “Cogliete l’attimo! La crisi è una risorsa, è occasione di cambiamento!”

Perché queste perle di sapienza orientale?

Forse non abbiamo mai vissuto crisi e così l’Oriente può aiutarci?

Ma se l’Occidente porta la crisi fin dentro il suo stesso nome, occasus significa infatti tramonto. E di tramonto, infatti, parla il più antico scritto sapienziale dell’occidente, il frammento di Anassimandro (VII sec a.C.):

Là dove le cose hanno il sorgere devono anche tramontare, secondo necessità, pagando reciprocamente l’ingiustizia, secondo l’ordine del tempo.

In questo momento abbiamo a che fare con diversi fenomeni legati alla crisi: fallimenti, protesti, cassa integrazione, cortei, aumento di tasse, truffe.

Per i giornalisti sono notizie, per i tecnici materiale di indici oggettivi per cogliere scientificamente la crisi.

Poi, scienza e notizia vengono mixate nei programmi televisivi di approfondimento, dove troviamo l’immancabile maschera paonazza di una persona che urla per strappare l’applauso.

In tempi di crisi, l’applauso è un criterio di verità, la verità una opinione forte, la discussione uno spettacolo.

Per i guru della parola, l’etica del singolo è una tabula rasa, che la sera si riempie e la mattina si svuota e ritorna a riempirsi la sera.

Scriveva Delio Cantimori:

Quando la filosofia vuole agire con la suggestione e la seduzione e si abbandona al rapimento e all’entusiasmo, il filosofo scende al livello del taumaturgo e dell’ipnotizzatore e tutti sanno quanta ciarlataneria e quanto istrionismo son necessari a quel mestiere.

Oggi, il pensiero è sollecitato a rinunciare alle proprie virtù .

Sarà una coincidenza, ma è la culla della filosofia e della democrazia, la Grecia, a essere maggiormente in pericolo.

Sono i cittadini greci a subire il primo devastante urto.

Ad Atene, una persona di sessantacinque anni è morta durante le proteste a piazza Syntagma.

Era scesa a protestare contro funzionari che eseguono gli ordini di un imperatore senza corpo né volto, scandendone l’ultimatum: “O così o fuori dall’Europa!”

La Grecia fuori dal luogo che porta un nome greco!

Fuori dall’Europa la Grecia che a Maratona e a Salamina ha sconfitto chi voleva cancellare la libertà per imporre sudditanza!

Spiritualmente, l’ateniese morto a piazza Syntagma appartiene a quell’esercito vittorioso.

©, 2012

 

 

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