Precariato. Gli effetti (perversi) della globalizzazione. Professioni. Sul web dilagano offerte low cost e svendite di servizi. Avvocati «in saldo». Il patrocinio? 39 euro. Ordini in trincea: liberalizzazioni sbagliate.

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Precariato. Gli effetti (perversi) della globalizzazione. Professioni. Sul web dilagano offerte low cost e svendite di servizi. Avvocati «in saldo». Il patrocinio? 39 euro. Ordini in trincea: liberalizzazioni sbagliate.

Isidoro Trovati
per il Corriere della Sera 12/11/2011

Un aperitivo, una crema per il corpo o un patrocinio legale. Gli sconti non conoscono più limiti. Mai ricevute lemail con le offerte di Groupon a prezzi stracciati? Uno dei più celebri siti di acquisti online di solito propone pacchetti vacanze, trattamenti estetici e persino check up delle caldaie. Stavolta l’annuncio è tra i più insoliti: un procedimento stragiudiziale, senza passare dalle vie legali, a 39 euro invece che a 500 oppure due procedimenti a 69 euro invece che a 1.000. Si può resistere a uno sconto del 92%? L’esempio sembra particolarmente bizzarro ma non è certo isolato: la rivista Altroconsumo ha messo in campo un gruppo di legali di «pronto intervento che risponde a un numero verde, il sito «Agenzia debiti» offre consulenza legale «per non pagare i debiti» e su eBay (il più famoso sito di annunci online) è nata persino una nuova professione: il procacciatore di pratiche legali per gli avvocati. È l’effetto della liberalizzazione del settore, un proliferare di giovani avvocati utilizzati per abbattere prezzi e parcelle. Prezzi calmierati e mercato più ampio. Ma con quali garanzie di professionalità? Questa è la domanda che si pone il Consiglio nazionale forense che oggi ha riunito a Roma tutta l’avvocatura presso la camera dei deputati per «difendere i diritti dei cittadini, il ruolo dell’avvocatura e la giustizia giusta». «Stiamo arrivando alla vendita dei diritti fondamentali con lo stesso meccanismo delle alghe di Vanna Marchi e delle pentole, cioè senza regole e senza la possibilità di verificare la qualità, e con effetti devastanti per i cittadini, che si ritrovano privi di tutela» denuncia Andrea Mascherin, segretario generale del Consiglio nazionale forense che se la prende con la politica irresponsabile di maggioranza e opposizione, ma anche con Confindustria, «con chi insomma ha sostenuto e sostiene l’idea malsana del mercato selvaggio per tutti, anche per le professioni intellettuali». Proprio gli avvocati infatti sono in prima linea contro quella che loro definiscono una liberalizzazione selvaggia. Il presidente del Cnf Guido Alpa ha lanciato un appello alla politica, perché «i parlamentari di buon senso recuperino la coscienza sulle professioni. È preoccupante l’opera di delegificazione degli ordinamenti professionali, che sembrerebbe dettata dall’inquietante e mistificante idea secondo cui le professioni liberali sarebbero la causa prima dei problemi di crescita del nostro Paese. E invece si ignorano gli sprechi della pubblica amministrazione, i privilegi non più tollerabili della politica, una pressione fiscale non più sopportabile, una industria preoccupata solo di distribuire i dividendi e di nulla investire in tecnologia e forza lavoro, un assistenzialismo che fa rima con clientelismo, un mercato del lavoro né flessibile, né in grado di garantire occupazione, in una finanza senza regole, e molto altro ancora». Uno sfogo che interpreta l’inquietudine di un intero settore che però si dice pronto ad avanzare le sue proposte «per recuperare l a governabilità della giurisdizione nel pieno rispetto dei cittadini». E magari anche per difendere la propria professionalità dalle svendite.

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