COMPRENDERE E GOVERNARE IL PROCESSO DELLA NASCITA DI UN ESSERE UMANO

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Il metodo di Ogino-Knaus è una pratica anticoncezionale, che si basa sull'osservazione statistica del ciclo di fertilità della donna, per individuare i giorni fecondi. Tale pratica ha un'efficacia anticoncezionale molto scarsa ed è pertanto considerata insufficiente e non sicura. Ha origine dagli studi sulla fertilità della donna, sviluppati nel 1924 dal medico giapponese Kyūsaku Ogino. Pochi anni dopo, nel 1928, il medico austriaco Hermann Knaus lo rese un metodo contraccettivo, la cui scarsa affidabilità determinò la sua sconfessione da parte di Ogino. Questo metodo, di per sé piuttosto inefficiente, è stato integrato da ulteriori metodologie (il metodo sintotermico o il BOM, sviluppato da John Billings). Queste due metodologie non si basano, però, su un calcolo puramente statistico e matematico ma su fondamenti scientifici provati, rendendoli perciò molto più affidabili rispetto al metodo di Ogino-Knaus. (Wikipedia).

COMPRENDERE E GOVERNARE IL PROCESSO DELLA NASCITA DI UN ESSERE UMANO

 

Aldous Huxley [1]  scrive nel 1932 in Brave New World: ‘ …continuò con un sommario esposto della tecnica della conservazione dell’ovaia estirpata allo stato vivente e in pieno sviluppo…accennò al liquido nel quale gli ovuli si conservano separati e giunti a maturazione…come gli ovuli venivano esaminati dal punto di vista dei caratteri anormali, contati e trasferiti in un recipiente poroso; come questo recipiente veniva  immerso in un liquido  caldo contenente degli spermatozoi liberamente nuotanti…come le uova fecondate ritornavano agli incubatori….’

Nel 1959 Huxley [1] scrive alcuni saggi riallacciandosi a ciò che aveva scritto nel romanzo  citato e dice : ‘Forse non è impossibile la fecondazione in vitro come non è impossibile il controllo centralizzato della riproduzione…

Isaac Asimov [2] scrive nel 1954  in Il sole nudo:

‘Tra il locale e loro c’era una vetrata. Dall’altra parte, ne era sicuro, c’era una temperatura perfettamente controllata, un’umidità perfettamente controllata, un’asepsi perfettamente controllata. Quei serbatoi in fila  gli uni dietro gli altri  contenevano ciascuno una piccola creatura che fluttuava in un liquido acquoso di precisa composizione, infuso di una miscela nutriente di proporzioni ideali. Ne conseguivano vita e crescita.

Piccole cose, alcune più piccole del suo pugno , si arrotolavano su se stesse, con crani sporgenti e microscopiche labbra che germogliavano…’ ,

Nel 1999 esce il famoso film Matrix di Larry & Andy Wachowski [3]  e ci vengono mostrate le immagini di feti incapsulati opportunamente che, come dice il co – protagonista Orpheus, sono coltivati in lunghe file che evocano filari di viti o di alberi da frutta.

 

E’ solo fantasia? Mettiamola da una parte, allora, e ripercorriamo un po’ di storia della Scienza-tecnologia diretta al governo del processo di nascita di un essere umano!!

 

Sino alla generazione delle madri nate nei primi decenni del ‘900 l’unico metodo anticoncezionale era il profilattico o l’astinenza forzata a causa dell’assenza del marito o del partner, dovuta a  guerre o  al lavoro lontano da casa.

Il primo metodo anticoncezionale, con una base scientifica, è stato il metodo naturale suggerito da due medici [4]: Ogino ( giapponese) nel 1924 e, successivamente, da  Knaus (austriaco) nel 1928. Essi  identificarono le fasi del ciclo mestruale e in particolare il periodo ‘fecondo’, situato tra il 7° e il 18° giorno dal termine del ciclo precedente, in cui i rapporti sessuali possono portare a una gravidanza, desiderata o non desiderata che sia.  Ma tale metodo richiede un’assoluta regolarità del ciclo e alla fine si dimostrò poco praticabile.

Tra il 1950 e il 1956 Gregory G. Pincus (biologo americano) [4] mette a punto  e sperimenta su migliaia di donne la sua pillola anticoncezionale. Nel 1960 la pillola è liberamente venduta in alcuni stati degli USA e in Italia ne sarà permessa la vendita dal 1972.

La pillola di Pincus si può considerare l’avvio del processo di liberazione sessuale/emancipazione della donna. E’ accolta molto favorevolmente dalle donne, ma anche dagli uomini, ché la pillola è un anticoncezionale discreto, se non invisibile, per il partner che in qualche modo può de-responsabilizzarsi di eventuali gravidanze non volute.

La presenza della pillola sugli scaffali delle farmacie insieme alla legge 194 sulla IVG (Interruzione Volontaria della Gravidanza; la legge è promulgata nel 1978 e confermata da un referendum popolare nel 1981)  sanciscono definitivamente la separazione tra sessualità e riproduzione, fuori e dentro la famiglia.  Alle donne, in linea di principio, è data la scelta, il controllo del processo procreativo e, dunque, la possibilità concreta di optare per un progetto di vita in cui carriera e lavoro abbiano in essa un più ampio spazio. Agli uomini, invece, è regalata la leggerezza di rapporti sessuali meno impegnativi.

Il prof. Etienne E. Beaulieu ( francese )[4] nel 1980 mette a punto la pillola abortiva  RU486 ( la pillola impedisce la crescita dell’uovo fecondato) che sarà immessa nel mercato francese nel 1986 e autorizzata negli USA nel 2000. Nel 2005 lo stesso professore mette a punto la cosiddetta pillola del giorno dopo, chiamata Norlevo (la pillola impedisce la fecondazione e deve essere presa entro 72 ore dal rapporto a rischio). In Italia tra molte contestazioni inizia nel 2005 la sperimentazione con la pillola abortiva.

La scienza-tecnologia, a prescindere dai condizionamenti culturali-politici-religiosi dei vari paesi, ha messo a punto, dunque, strumenti efficaci per impedire il processo procreativo; strumenti offerti in particolare alle donne intese come consumatrici.

 

Ma il governo del processo procreativo, come una medaglia, ha due facce o diciamo esiti: la nascita o  non nascita di un altro essere umano. E,la nascita di un bambino/a si confronterà nel tempo con più alternative permesse dalla neonata biotecnologia fecondativa.

 

Il 23 aprile 1975 il presidente Gerald Ford  degli USA dichiara la fine della guerra ventennale in Vietnam. Nel corso di questa lunga guerra molti soldati sono rientrati in patria mutilati o con diverse disabilità:  talvolta risulta compromessa anche la loro capacità procreativa. Questo fu un vero dramma per la nazione in quanto causò molti disturbi psichici con conseguenti pesanti oneri sociale.

Negli Usa, intanto, già da un certo tempo era sorta la questione della conservazione del seme maschile e due medici Cappy Rothman (urologo) e Charles Sims  (patologo) ne avevano sperimentata la cryoconservazione dietro richiesta di un uomo che doveva essere vasectomizzato.  Nel 1977 [5] i due medici, avendo compreso le potenzialità mediche ed economiche della cryo-conservazione del seme, fondarono in California, presso Los Angeles, la Cryobank. Lo scopo iniziale della banca era quello di prevenire  problemi inerenti alla capacità procreativa degli uomini (a causa di un cancro o come conseguenza di lavori pericolosi o di guerra, come era accaduto per alcuni reduci del Vietnam ecc) offrendo loro la possibilità di conservare  seme sano da utilizzare, nel caso, successivamente. Di fatto, prima di partire per la guerra del Golfo nel 1992, molti militari si recarono alla Cryobank  per depositare il proprio seme.

L’attività della Cryobank, dalla sua fondazione ad oggi, ha avuto uno sviluppo in termini economici e di offerta di servizi veramente notevole, specializzandosi soprattutto nell’offerta di seme di Donatori selezionati rigorosamente quanto ad assenza di malattie genetiche o più genericamente di patologie identificabili: l’esplosione nel 1985 dell’ AIDS ha immediatamente messo in allarme la Cryobank che ha messo a punto un protocollo di rigorosi controlli sui donatori tra cui una specie di quarantena del seme, per garantire l’assenza di tale affezione.

Da molto tempo, tramite internet, si può accedere a un estratto del loro catalogo di Donatori tra i quali si può  scegliere sia in relazione a caratteristiche fisiche – colore degli occhi, capelli, ecc. – sia in relazione  a caratteri socio-culturali ( religione, nazionalità, livello scolastico, ecc.).

Tutti possono richiedere i servizi della Cryobank: coppie – sposate e non, – donne nubili o lesbiche. Nel 1999 un articolo di G. Romagnoli sulla Stampa [6] riferisce che la Cryobank spediva ogni mese duemila ampolle di seme in 45 paesi diversi al costo di 50$(!!).

Ma in questi 30 anni negli Usa e in Europa – particolarmente in Svizzera- sono stati fondati, ovunque, centri per la cryo-conservazione e la vendita di seme maschile, per il rilevante ritorno economico atteso.

Dal 1977 prende, di fatto, l’avvio una nuova avventura della scienza-tecnologia medica rivolta non a impedire la nascita ma a favorirla con tecniche sempre più sofisticate e, in certi casi, discutibili.

In UK, il 25 luglio del 1978, vede la luce la prima bambina, concepita con la fecondazione in vitro effettuata dal prof. Robert Edwards: è Louise Brown: la notizia fa il giro del mondo. Da allora  scienziati e  laboratori si applicano infaticabili a individuare tecniche diverse, sempre più efficaci,

(GFT, Fivet, ICSI, ecc) per quella cui ci si riferirà come Fecondazione Assistita. Presto, tuttavia, si sarà tentati, inevitabilmente, di andare oltre il semplice obiettivo di aiutare una coppia che non riesce a concepire un figlio con i propri gameti e il proprio utero. Inizia un’avventura eccitante, non ancora esaurita, di manipolazione degli ingredienti che portano alla nascita di un essere umano e, di conseguenza, sorge, per gli scienziati-tecnologi, la necessità di disporre di gameti, maschili e femminili, e di un utero, naturale oggi e, domani, forse artificiale.

La raccolta di gameti maschili risulta un’operazione semplice in quanto si ottiene seme fresco, in tempo reale e senza limiti, da maschi sani, con la masturbazione, mentre la successiva cryoconservazione non pone particolari problemi tecnologici.

La raccolta e la cryoconservazione degli ovociti, ossia dei gameti femminili, comportano invece molte difficoltà.

La raccolta di ovociti richiede, infatti, che l’ eventuale donatrice si sottoponga a cicli ormonali pesanti effettuati in strutture ospedaliere le cui conseguenze sulla sua fertilità residua ( ciascuna donna porta in sé dalla nascita un numero grande ma finito di ovociti) non sono totalmente indifferenti o chiare. La difficoltà a trovare donatrici spinge, in seguito, il Park Hospital di Nottingham in UK ad offrire gratuitamente alle donne il trattamento in vitro per la fecondazione assistita se si impegnano a donare uno (proprio uno??) ovocita a un’altra donna (L’Avvenire 10/5/2003  [7]). E così avviene in Israele dove la fecondazione assistita è possibile ma con l’obbligo di donare uno ( ma proprio uno??) ovocita.

La cryoconservazione degli ovociti [8, 9]( la prima sperimentazione clinica mondiale avviene in Italia nel 2002, coordinata da. Carlo Flamigni, professore di ginecologia e ostetricìa a Bologna) è più problematica di quella del seme  in quanto, dice il professore,  l’ovocita è  ‘una cellula di grandi dimensioni con un notevole contenuto d’acqua, e risulta più vulnerabile agli effetti del congelamento rispetto all’embrione’.

Oggi, i problemi tecnologici sono stati superati e insieme, direi, si è indebolito il sentimento di appartenenza del proprio patrimonio sessuale che viene ceduto – anche se è vietato dirlo a voce alta- come una qualsiasi altra merce e il cui prezzo, di conseguenza, è deciso dal mercato.

La disponibilità di gameti maschili e femminili, così, dà l’avvio a richieste e sperimentazioni di fecondazione assistita talvolta non sempre facilmente condivisibili che diventano oggetto di cronaca ‘scandalistica’.

Il 2 marzo 1999 nasce in Italia un bambino con tracce biologiche di due madri: il prof. Alessandro Di Gregorio di Torino ha usato una tecnica sviluppata negli USA che trasferisce il nucleo dell’ovocita di una donna in un ovocita enucleato di una donatrice in modo da avere citoplasma  giovane; successivamente il nuovo ovocita fecondato in vitro sarà impiantato nell’utero della donna che ha richiesto l’intervento. E’ controverso tra gli scienziati se il citoplasma contenga tracce del DNA della donatrice: si parla di DNA manipolato [10].

Il 16/9/01 La Stampa [11] riporta la notizia di una coppia di donne omosessuali che ha tre figlie ( per inseminazione di un donatore) e il Tribunale di Parigi ne sentenzia la doppia maternità  giuridica.

Il 16/6/01 [12] a Parigi una donna ultrasessantenne ha un figlio utilizzando l’ovocita di una donatrice fecondato con il seme del fratello. Ma la madre più vecchia sarà la rumena Adriana Iliescu di 67 anni che ha una figlia, grazie all’ovocita di una donatrice e al seme di un donatore [13].

Il 28/10/02 a Torino vengono prelevati ovociti, immaturi, e subito congelati, da una bimba di tre anni con lo scopo di utilizzarli in futuro [14].

Lo scienziato americano James Grifo, che ha messo a punto la tecnica di riproduzione con il trasferimento del nucleo da ovocita ad ovocita , viene diffidato dall’utilizzare tale tecnica negli USA e non trova di meglio che venderla in Cina.( 29/1/2004) [15].

 

Il diritto alla maternità  diventa, nel corso del tempo sempre più percepito come un metadiritto e, dunque, anche le donne che non hanno un utero sano, o adeguato allo scopo, vogliono avere un figlio. Sensibili a questa esigenza negli Usa vengono fondate società e agenzie che si prefiggono di trovare ‘uteri in affitto’. Una di queste è la Surrogate Mothers Inc. [16] diretta dall’avvocato Steven Litz  che va alla ricerca  di potenziali madri: donne in buona salute  tra i 18 e i 35 anni e con già un’esperienza di gravidanza conclusasi positivamente. Oltre all’utero in certi casi viene anche donato l’ovocita. Il costo dell’operazione complessiva (incluse le pratiche legali di adozione del nato) è valutato in circa 50.000$, forse più che meno. E’ facilmente immaginabile quale sia il bacino sociale delle madri che mettono a disposizione il proprio utero.

In  Italia l’utero in affitto viene  proibito ( vi è una legge sulla fecondazione assistita in corso di approvazione che passerà al Senato il 12/12/03 e definitivamente approvata dalla Camera il 11/2/04) e il prof. Pasquale Bilotta di Roma (che ha già seguito nel 1995 una gravidanza con madre surrogata) per evitare problemi penali spedisce gli embrioni negli USA da cui nasceranno due gemelli [17]. Nel 2000 una sentenza del Tribunale di Roma (il magistrato che la emette è una donna: Chiara Schettini) aveva fatto discutere per la sua argomentazione in relazione all’utero in affitto: ‘sarebbe difficile escludere la liceità di un mero prestito d’organo, peraltro limitato nel tempo  e sotto controllo medico, quando il legislatore ha previsto la  possibilità di donazioni di organi tra vivi’ [18].

Il 28/3/02 appare sul Corriere della Sera [19] la notizia di un tentativo di trapianto di ovaie in Cina mentre l’11/2/02 sull’Unità [20] arriva la notizia dei tentativi di creare in laboratorio presso la Cornell University un utero artificiale. La sperimentazione sta continuando? Qualcuno plaude a quest’ultima  sperimentazione  presentandola come una svolta positiva, liberatoria, per le donne [21]. La stampa, da allora, non ne ha più dato notizia.

Ad oggi, dunque, chi voglia un figlio e abbia una certa disponibilità economica ha una elevata probabilità di soddisfare il proprio desiderio. In Italia il referendum del 14 giugno 2005, che aveva lo scopo di emendare alcune voci limitanti la Fecondazione Assistita (legge  40 approvata l’11/2/04) fallisce a causa di una affluenza minima alle urne (il 25,9%). [ i 4 quesiti erano: 1) limite alla ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni, 2) norme sui limiti all’accesso, 3) norme sui diritti dei soggetti coinvolti, 4) divieto di fecondazione eterologa].

Ma all’estero si può ottenere praticamente tutto.

In UK è possibile richiedere una selezione genetica degli embrioni per motivi terapeutici  come avviene negli USA già dal 2000 [22]; le motivazioni successivamente diventano sempre meno restrittive, in relazione innanzitutto alla scelta del sesso  [23], [24]) . James Watson, Nobel per la scoperta del modello del DNA si dice del tutto favorevole a che i genitori possano scegliere il sesso dei figli . E’ eugenetica gli viene chiesto? ‘ Credo che l’eugenetica  sia condannata a tornare legata al desiderio di tutti di avere i figli più sani possibili ’ , risponde tranquillamente [25,26].

La Danimarca diventa la nazione in cima alla lista delle richieste di seme maschile (occhi azzurri e capelli biondi) e per il liberalismo di una legge di stato che permette a tutti gli aspiranti genitori

(inclusi i gay di entrambi i sessi) di accedere alla fecondazione assistita negli ospedali pubblici [27, 28].

Il 21/11/05  La Repubblica riporta un articolo che annuncia la nascita di un registro su Internet in cui i figli della provetta possono ritrovare ‘ fratelli o sorelle’ , tali  perché nati dallo stesso donatore [29]

Le relazioni della famiglia biologica si vanno sempre più diversificando e i suoi confini, un tempo rigidi, si vanno dissolvendo.La nascita di un bambino non è più il risultato di un rapporto sessuale associato a  un amore, più o meno sbagliato o più o meno breve, ma qualcosa che sempre di più assomiglia a un  desiderio di  maternità che si muove in una dimensione altra dal rapporto con il proprio marito  o compagno.

 

Ma  la scienza-tecnologia ha dato il via a un altro campo di studi.

 

Nel 1998 la stampa di tutto il mondo  diede la notizia della nascita di Dolly, la pecora clonata dal prof. Ian Wilmut del Roslin Insitute di Edimburgo (Scozia) da cellule adulte. La clonazione è avvenuta dopo circa 300 tentativi! Questi 300 tentativi  ci avvertono che la scienza in questo settore lavorava già da molto tempo e in totale segretezza! E che a latere delle Tecniche di Riproduzione Assistita, o come nuovo ramo dello studio del processo procreativo, sono già in atto studi e  sperimentazioni per la clonazione [30, 31].

Il 14 marzo 1999 sulla Stampa appare un’intervista con lo scienziato Stephen Hawking dal titolo significativo ‘Nascerà un’altra razza umana’, il quale così conclude :‘…Io non sto sostenendo che queste trasformazioni genetiche debbono avvenire, dico che con ogni probabilità avverranno. Piaccia o non piaccia, anche a me’[32].

Il 25 luglio 1998 ( vent’anni dopo la nascita di Louise Brown) il dottor Ryuzo Yanagimachi della Hawaii University di Honolulu annuncia che è stato in grado di clonare dei ratti e che ‘clonare l’uomo è già possibile [33].

Il 10/2/99 una coppia inglese, infertile, chiede di avere un figlio clonato ma in UK è illegale e dopo questa notizia non se ne viene a sapere più nulla [34].

Nel 2001 ( nel 2000 c’era stato l’annuncio della mappatura del genoma umano) escono vari articoli sulla clonazione umana nel mondo e in Italia il ginecologo Severino Antinori  annuncia in una conferenza stampa negli USA [35] : ‘ Clonerò un essere umano. E se in Italia non è possibile lo farò in un altro paese in collaborazione con il prof. andrologo Panayotis Zavos.’ Il prof. Josè Cibelli della Advanced Cell Technology annuncia che ha fatto dei tentativi di clonazione usando proprie cellule [36].. Il giornalista Brian Alexander della rivista Wired riporta del suo incontro con quello che chiama l’Artefice – lo scienziato aveva chiesto di conservare l’anonimato – il quale afferma che la clonazione di un essere umano è già possibile: ‘E’ la cosa più facile del mondo!-  afferma. – Basta prendere quel maledetto nucleo, iniettarlo in un ovocita enucleato  e impiantare il tutto nella madre surrogata e aspettare ’.  Pare che abbia già un cliente, che desidererebbe clonare il proprio  figlio deceduto. [37]

Il ginecologo italiano Severino Antinori prosegue la sua sperimentazione nel campo della clonazione umana e nell’aprile del 2002 annuncia che una donna è incinta di un clone umano ( pare che ciò riguardi il figlio di un ricco emiro arabo [38].

Il 22 novembre 2002 appare un articolo su La Repubblica in cui viene annunciato il primo tentativo di produrre del DNA artificiale in laboratorio [39]. Gli scienziati coinvolti in questa sperimentazione sono Hamilton Smith, Nobel  1978 per la medicina e Craig Venter il manager della Celera  che nel 2000 ha ottenuto la prima mappatura del genoma umano.

Nel 2003 appaiono diversi articoli sulla clonazione umana a scopo terapeutico. Si accendono discussioni anche aspre senza venire a un indirizzo comune.

Il 12 agosto 2004 la stampa ( Avvenire, La Repubblica, ecc…)  annuncia che in UK è stato dato il via libera alla clonazione umana terapeutica[40, 41].

Il 20 maggio 2005 su La Repubblica [42] appare un articolo in cui si annuncia che il gruppo dell’università nazionale di Seul diretto dal prof. Woo Suk Hwang  ha ottenuto il primo pre-embrione con la tecnica della clonazione ma di non averlo impiantato  (come esserne sicuri??).

Il !9 febbraio 2007 compaiono due articoli su La Stampa e La repubblica in cui si dà notizia che in UK è legale la vendita di ovociti per motivi ‘terapeutici ’ al prezzo di circa 250 sterline. (Il prezzo si sa è molto più alto ma si vuol fare intendere che la vendita è dovuta a motivi altruistici) [43, 44].

Il 25 febbraio 2007 La Stampa riporta un articolo in cui viene riportata la notizia che Blair darà corso a una legge per la manipolazione degli embrioni! [45]

 

Ciò che emerge da questo breve escursus storico è che la procreazione,  nel corso del tempo, sta diventando sempre più un processo che riguarda gameti maschili e femminili che si incontrano, si fondono fuori dai corpi fisici, in combinazioni che possono richiedere l’intervento di un numero di attori maggiore di due.

L’identità genitoriale va dissolvendosi e il desiderio di un figlio diventa sempre meno limpido ma connesso a ragioni sepolte nell’inconscio di uno o dell’altro attore. E sotto traccia  si stanno creando i prodromi per situazioni conflittuali a causa di – permettetemi di chiamarlo così – un certo ‘disordine relazionale ’ che si va prospettando, di cui non si sa ancora, o non si vuole valutarne le potenzialità deflagranti.

Ci saranno figli per i quali i genitori biologici saranno per sempre sconosciuti, o figli con più madri o figli con…tutte le combinazioni che la scienza bio-medica offrirà. E questi figli, nati programmaticamente  senza genitori biologici noti, non sappiamo come reagiranno a questo loro stato ed è difficile prefigurarci come questo trasformerà i rapporti familiari. Più in generale  dobbiamo aspettarci che la trama dei rapporti sociali-affettivi tra donna e donna, tra madre e figli e tra donna e uomo non saranno più quelli di prima.

Il rapporto genitori-figli, nella cornice delle nuove biotecnologie, diventerà opzionalmente  una possibile relazione con una sola figura genitoriale, oppure una relazione a tre, oppure con due madri e due padri, nel caso avvengano accordi specifici tra coppie gay di donne e di uomini [46, 47]. E l’uomo-padre potrebbe anche totalmente mancare; la sua presenza allora sarebbe solo fantasmata. La vita psichica di questi nuovi figli, debbo supporre, potrebbe diventare molto problematica!!.

E a molti interrogativi non si è ancora data una risposta definitiva:

La maternità è un metadiritto?

Desiderio di maternità o di gravidanza?

Quanto la capacità riproduttiva è andata costruendo l’identità femminile ?

Se la scienza consentisse un processo riproduttivo senza l’intervento diretto del corpo femminile (fornitrice di ovociti e dell’utero-contenitore) le donne sarebbero davvero soddisfatte?

Saremo tutti contenti quando la scienza controllerà fino in fondo il processo di ‘riproduzione’?

ecc. ecc.

Ciò che mi appare sempre più definitiva è la dissoluzione o la trasformazione di un universo simbolico che faceva parte dei nostri riferimenti culturali.

Il corpo della donna non è più il luogo in cui, mentre si forma il nuovo essere si stabilisce, anche simbolicamente, la relazione fondamentale  di amore gratuito e incondizionato tra due esseri: come potrebbe diversamente una donna trasformarsi in madre temporanea, solo per la gestazione, di un bambino che poi consegnerà alla madre biologica (o forse neppure biologica, se la donna avrà avuto bisogno anche della donazione di un ovocita)?

L’intercambiabilità delle donne nel processo procreativo tende a ridurre il corpo della donna a macchina fornitrice di ovociti o di  contenitore – il suo utero- ; l’intercambiabilità della donna nega o mette in discussione la natura speciale e unica del rapporto madre-figlio.

E i rapporti tra donna e donna, in questo spostamento sempre più spinto del processo procreativo, non potranno restare immutati. La delega della gravidanza a un’altra donna prefigura il dilavamento dei confini fisici – ma anche psichici- di un corpo in un altro. E anche a chi tocca, toccherà il ruolo di Madre  temo che non sia/non sarà risparmiato un senso di smarrimento, di lacerazione, di perdita di una parte di sé nel momento in cui dovrà cedere il bambino alla donna cui l’aveva promesso. La gravidanza, di fatto, non può essere ridotta all’esplicitazione della fertilizzazione dell’uovo con lo sperma. Di fatto lo sviluppo del feto è connesso con tutte le maggiori funzioni del  corpo della donna: è lei che dà la vita all’embrione attraverso il suo sangue, l’aria che respira e il cibo che mangia. E le giovani donne, che tali esse sono, diventate donatrici di ovociti, non avranno fantasie sui loro figli sconosciuti?; fantasie che le inseguiranno maggiormente se accadesse di veder compromessa la propria fertilità a causa di una precedente donazione?

Come in tanti altri settori della nostra vita possiamo dire che il rapporto con la scienza-tecnologia è ambiguo, ambivalente, che spesso è la tecnologia a dar forma alla nostra vita, se non siamo avvertiti, inducendoci desideri che accogliamo come ovvii, come naturali, anche quando non lo siano.

Maternità naturale, allora, o costretta a diventare innaturale per promuovere lo sviluppo della civiltà industriale?

E’ noto che la fertilità della donna è una funzione decrescente molto rapida nel tempo. In numeri: tra i 16 e i 30 anni si situa  tra il 25%-32%, scende al 12% a 35 anni, all’8% intorno ai 40 anni e al 4% dopo i 40 anni. Inoltre le possibilità di aborti spontanei o malformazioni aumentano al 50% dopo i 40 anni . [48]

Allora dovremmo chiederci quali pressioni sono state/sono fatte dalla società industriale per indurre le donne, che desiderano dei figli, a procrastinare la ricerca di maternità.

C’è la questione dei tempi che sono i tempi sociali, i tempi del lavoro, dell’economia e della produzione…:  tempi che non vanno d’accordo con i tempi biologici per una facile gravidanza.

Leggendo, i molti  articoli di questi anni sul tema emerge che le donne che chiedono la fecondazione assistita sono soprattutto donne intorno ai 40 anni, età alla quale la natura ha deciso di diminuirne la capacità riproduttiva.

Non tutte le donne desiderano avere dei figli e i loro progetti di vita possono legittimamente essere altri. Ma le donne che, invece, desiderano avere uno o più figli, dovrebbero poterlo fare quando la natura concede loro di farlo nel migliore momento biologico previsto [48]. La Società Civile che gestisce le regole dell’economia, dei ritmi di lavoro, non lo permette: se vuoi l’emancipazione, devi cambiare priorità perché la società non si è strutturata con servizi che permettano a una donna di avere un figlio e insieme di lavorare serenamente.

La Scienza si  è data un gran da fare per ovviare alle storture dell’organizzazione della sua società offrendo, alle donne, varie  Tecniche di Riproduzione Assistita, o la futura clonazione, ma ciò dà anche agli scienziati il pretesto di investire tempo e risorse per avere nelle loro mani, in tempi non lontani,  il totale governo del processo procreativo.

Il Corriere del 27/7/01 [49] e Internazionale il 26/2/02 [50] ci informano che si sta mettendo a punto la pillola per diminuire la frequenza dei cicli mestruali e rendere, dunque, più produttiva la donna. Che dire?

E se riusciranno a costruire –  credo sia solo questione di tempo – l’utero artificiale, la nascita di un essere umano diverrà molto più simile a un processo industriale che includerà potenzialmente l’eugenetica. La società si prepara a mettere al mondo figli belli, sani, possibilmente intelligenti. Un articolo di Internazionale  riporta che in Cina dal 1995 [51] esiste una legge per cui le persone con un basso quoziente di intelligenza  sono forzatamente sterilizzate.

In questo mondo gli abitanti sono circa sei miliardi e mezzo e certo non c’è per ora il pericolo dell’estinzione della specie. Da ciò  ne viene che le donne sarebbero nella felice situazione di poter scegliere la maternità nel caso ne avessero un desiderio autentico e, aggiungo, realisticamente realizzabile. Autentico, ossia non indotto da un mercato che si sta sempre più arricchendo. E non nevrotico: come non può diversamente essere definito il desiderio di maternità di una ultrasessantenne che necessita di ovocita, seme maschile e, suppongo, di un bombardamento ormonale pesante per portare avanti la gravidanza. Non si accorge di essere diventata un contenitore, quasi artificiale? Possiamo davvero,  noi donne, credere che l’accanimento della biotecnologia fecondativa sia suggerito dal desiderio di puramente andare incontro a un bisogno naturale, ineludibile, delle donne?

Il prof. tedesco Carl Djerassi afferma: I mezzi di contraccezione finiranno per diventare superflui, gli esseri umani depositeranno sperma e ovuli e si faranno sterilizzare [52

 

 

 

Negli anni 1970 le donne nei cortei gridavano: ‘L’utero è mio e lo gestisco Io’. Alla luce di ciò che è avvenuto da allora, e sta avvenendo oggi nei laboratori, il ricordo di queste rivendicazioni  quasi intenerisce per un certo sapore di ingenuità.

Fino a che punto, oggi,  noi donne – tutte- siamo consapevoli del processo scientifico inarrestabile in atto, che sta dissolvendo gradualmente le ragioni fisiche della nostra identità biologica per trasformarci in quasi-uomini?

E’ davvero ciò che vogliamo per le nostre figlie e, perché no, per i nostri figli?

 

Bibliografia

 

[1]   A. Huxley,  Il mondo nuovo, Ritorno al mondo nuovo (1932), Oscar Mondadori 2007.

[2]   I. Asimov, Il sole nudo(1954), Mondadori, 1989.

[3]   Larry & Andy Wachowsky, Matrix, film Usa 1999.

[4]   Notizie ricavate da Internet.

[5]   History of Semen Banks, www.cryobank.com/history (1999, 2006).

[6]   G. Romagnoli, Allo sportello del dottor Vita, La Stampa 16/7/’99.

[7]   E. Del Soldato, Londra, scontro sulla fecondazione « gratuita», L’Avvenire 10/5/2003.

[8] G. Mola, Via alla sperimentazione sugli ovuli congelati, La Repubblica, 30/9/2002.

[9] C. Valsecchi, Ovociti congelati: al via la sperimentazione, Le Scienze, maggio 2003.

[10]  DNA manipolato, Un caso in Italia già nel 1999, Liberazione 6/5/2001.

[11]  C. Martinetti, Tre bimbe, non più figlie di una sola madre, La Stampa 16/9/2001.

[12]  da Parigi, Fa un figlio a 62 anni per avere un erede, Il 16/6/2001.

[13]  D. Daniele, Partorisce a 67 anni, il record di Adriana, La Stampa 17/1/2005.

[14]  A. Custodero, Tre anni, condannata alla sterilità eppure da grande sarà mamma, La           Repubblica 28/10/2002.

[15]  E. Trenti Paroli, E la Cina creò l’uomo, L’Espresso 29/1/2004.

[16]  A. Zampiglione, L’agenzia dei bimbi chiavi in mano, La Repubblica 26/1/2002.

[17]  M.N. De Luca, Gemelli concepiti in vitro a Roma nati in Usa da madre in affitto, La Repubblica 26/1/2002.

[18]  F. Haver, Sì di un giudice all’utero in affitto, Corriere della Sera 29/2/2000.

[19]  A. Bazzi, Cina, primo trapianto al mondo di ovaie, Corriere della Sera, 28/3/2002.

[20] B. Marolo, Usa, prove di utero artificiale Gravidanze in laboratorio?, L’Unità 11/2/2002.

[21] M. Molinari, «L’utero artificiale aiuterà le donne», La Stampa 13/2/2002.

[22] E. Franceschini, Londra dice sì ai « bebé su misura », La Repubblica 22/7/2004.

[23]  M.D.B., Sì al bebé salva fratellino, Corriere della Sera 24/2/2002.

[24]  N. Levisalles, Il Figlio Perfetto, Internazionale 25/1/2002.

[25]  L. Offeddu, « Maschio o femmina? La scelta ai genitori», Corriere della Sera 18/8/2005.

[26]  J. Sampedro, L’uomo del DNA: sesso dei figli? E’ giusto che scelgano i genitori, La Repubblica 25/5/2005.

[27]  A. Polito, Figli in provetta, l’ultimo boom è il seme made in Danimarca,

La Repubblica 12/1/2000.

[28]  A. Ginori, “Inseminazioni per le single”, La Danimarca apre alle coppie omosessuali, La Repubblica 3/6/2006.

[29]  M. Reggio, La grande famiglia dei figli in provetta, così un sito aiuta i ” fratelli diversi”,La Repubblica 22/11/2005.

[30]  V. Sgaramella, Dolly, non fu vera gloria, La Stampa 5/3/2003.

[31] G.M.Pace,” Attenti, Dolly è nata dopo trecento tentativi…” , La Repubblica 10/3/2001.

[32]  G. Cerruti, ” Nascerà un’altra razza umana”, La Stampa 14/3/1999.

[33]   V. Zucconi, ” Clonare l’uomo è già possibile”, La Repubblica 25/7/1998.

[34]  Ansa, Una coppia inglese: aiutateci a avere un figlio clonato, La Stampa 10/2/99

[35]  r.m., Antinori: Clonerò un essere umano,La Stampa 27/1/2001.

[36]  L. Offeddu ‘ Bush al Congresso:mettete al bando la clonazione, Corriere della sera, 27/11/2001

[37]Brian Alexander‘ Ancora tu’, Internazionale ,30/3/2001

[38] m.c. ‘ Chi vuol clonare i bambini non ha diritto di fare il medico’, La Repubblica, 28/11/02

[39]  V. Zucconi, “Pronti a fabbricare la vita”, ecco la cellula col dna artificiale,

La Repubblica 22/11/2002.

[40] S. Guzzetti, Gran Bretagna choc. Sì alla clonazione di embrioni umani, Avvenire 12/8/2004

[41] E.Dusi, Londra, sì alla clonazione umana. “Ma sarà solo a scopi terapeutici”,

La Repubblica 12/8/2004.

[42] C. Di Giorgio, Ecco le prime staminali di ricambio, La Repubblica 20/5/2005.

[43] E. Franceschini , Le donne inglesi venderanno gli ovuli’, La Repubblica, 19/2/2007

[44] M.C. Bonazzi, ‘ Shopping di ovuli per le staminali’, La Stampa, 19/2/2007

[45] C. Reschia, ‘Blair sperimenta il figlio perfetto’, La Stampa, 25/2/2007

[46] A. Azzaro, Nuove famiglie e paternità gay, Liberazione 15/4/2000.

[47] J. Bowe, Foto di famiglia allargata, Internazionale 19/1/2007.

[48] R. Nowak, Methuselah moms, New Scientist 21/10/2006.

[49]  M. De Bac, « Ecco la pillola che annulla le mestruazioni», Corriere della Sera 27/7/2001.

[50] S. Pagan Westphal, Addio al ciclo, Internazionale 26/4/2002.

[51] F. Fukuyama, Mercanti di cloni, Internazionale 14/6/2002.

[52] da Der Spiegel, Baby boom in provetta, Internazionale 25/1/2002.

 

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