ALESSANDRO GOGNA – MARCO MILANI – FEDERICO RAISER – I GRANDI SPAZI DELLE ALPI 5 – Ortles/Adamello/Orobie/Rätikon/Silvretta

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Alessandro Gogna (Genova, 29 luglio 1946) è un alpinista, guida alpina e storico dell’alpinismo italiano. Partito dalle pareti delle Alpi Liguri e delle Dolomiti, passando per le montagne di tutto il mondo e scalando in tutti gli ambienti, è autore di numerose prime ascensioni nelle Alpi e negli Appennini. È stato fondatore di Mountain Wilderness, di cui è tra i garanti Gogna è autore di conferenze, articoli e libri sul tema della montagna e dell'alpinismo. Ha vinto il Premio Bancarella Sport Ha ideato alcune iniziative ambientali, come Marmolada Pulita, Free K2, Proteggi il Bianco, Aquila Verde, Save the Glaciers, Levissima forEverest, Bonifica CAI del Ghiacciaio del Baltoro. (Wikipedia)

ALESSANDRO GOGNA – MARCO MILANI – FEDERICO RAISER

“I GRANDI SPAZI DELLE ALPI 5 – Ortles/Adamello/Orobie/Rätikon/Silvretta”

Priuli & Verlucca, 2001

Ancora una volta la penna di Alessandro Gogna si dimostra felice nel compilare il 5° Volume di questo importante progetto editoriale. Avendo io stesso praticato l’alpinismo molti anni fa, e avendo letto i libri di Gogna a suo tempo, ho come l’impressione che l’Autore – non solo di libri, ma di importanti imprese che hanno segnato la Storia dell’alpinismo – stia compiendo, attraverso queste bellissime pagine, una rielaborazione interiore di quanto abbia significato per lui la parola “Montagna”. Infatti “Alpinismo” non significa necessariamente “Montagna”, anzi, può significare addirittura la negazione della montagna. Trovo, tra queste pagine, uno spirito contemplativo, sereno, che sembra essersi distanziato – e che guardi ormai con distacco – dalla ricerca della verticalità come fine ultimo, e anzi ritrovi, come in un buon vino, i mille sapori, le mille sfumature della “Montagna” anche in un pendio poco impegnativo, dal quale godere di un magnifico panorama, su terre pregne di cultura e tradizioni, come quelle dell’Appenzell, qui descritte con carica di sentimenti e documentazione storica, o della Val Camonica, pure affrontate dal nostro Autore con competenza e poesia.

Quello che ormai si chiede a un libro di montagna è questo: rendere innanzi tutto il sentimento della montagna attraverso un’analisi di quanto essa significhi non solo per l’alpinista – che solitamente la aggredisce non curandosi della cultura e delle tradizioni di chi la abita – ma anche per l’amante della natura, delle tradizioni, della cultura. Siamo, qui, molto distanti – per fortuna, direi! – dalla tradizionale e ghettizzante letteratura di montagna. Potremmo parlare, al contrario, di letteratura in senso proprio, che tratti la montagna come tratterebbe un qualsiasi altro argomento sotto un profilo umanistico. Basta con i tecnicismi, le descrizioni di atti eroici e imprese estreme, che ci hanno stufato. E’ molto più imprevedibile, a dire la verità, la vista di un ermellino sulle pendici della Presolana, come Gogna ci racconta, che una invernale solitaria su una grande parete corazzata di ghiaccio, pronta ad ucciderti. Ma – per essere corretti e non sembrare inutilmente critici – bisogna anche dire che ogni epoca ha i suoi libri, le sue imprese, i suoi generi. Così, se quelle imprese potevano avere senso sino a 20 o 25 anni fa, oggi, giunti a un quasi totale esaurimento geografico delle possibilità di esplorazione in montagna, è naturale che, dall’esterno, l’attenzione, anche dell’alpinista, si rivolga all’interno: l’interiorità è – infatti – l’ultima zona su cui l’uomo possa impiegare le sue doti esplorative, senza timore di un suo prossimo esaurimento.

Facciamoci dunque guidare sui sentieri più belli delle Alpi attraverso una guida interiore che, aiutandoci a scoprire le bellezze di certi luoghi di montagna, sia anche da sprone a farci capire la loro storia, e quindi anche le nostre origini.

©, 2007

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