IN RETE – Intervista a Peter James

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IN RETE

Intervista a Peter James a cura di Andrea Di Cesare

L’intervista si è svolta il 26 settembre 2007 nel corso delle giornate in cui Peter James è stato in visita a Milano per presentare al pubblico e alla stampa “In Rete” (Ed. Kowalski, 2007).

D: In che misura la vita quotidiana e i fatti di cronaca La ispirano nella creazione delle Sue storie?

R: Io mi baso moltissimo sulla vita quotidiana e sui fatti di cronaca; nella mia scrittura mi piace raccontare del mondo in cui ci troviamo a vivere, e soprattutto del motivo che spinge le persone a fare le cose che fanno. In tutta la mia opera io traggo ispirazione da storie vere, dalla vita quotidiana. Ad esempio, come è nata l’idea per il mio romanzo “In Rete”? Il tutto è nato da una telefonata che ho ricevuto otto anni fa da un Sergente di polizia – mio amico – che mi ha chiesto di andare nel suo ufficio per esaminare una videocassetta che era stata sequestrata durante una retata della polizia del Sussex; mi ha chiesto la mia opinione, in qualità di produttore cinematografico, per capire se, il contenuto di questo video, fosse reale o frutto di una recitazione. Io sono andato nel suo ufficio e ho visto questo video, in cui si vedeva una ragazza di diciassette anni che veniva pugnalata a morte. Quindi il poliziotto mi ha chiesto se secondo me fosse stata una scena reale. Io ho risposto: “ se questa ragazza sta recitando, dovrebbe vincere l’Oscar”. In effetti si trattava di un caso di snuff movie. Il poliziotto, allora, mi ha spiegato che si tratta di un mercato ormai espanso a livello mondiale – un mercato terribile, anche, purtroppo, lucrativo e proficuo – per il quale delle persone pagano per vedere delle uccisioni in diretta. Tutto è iniziato durante la guerra in Vietnam, quando alcuni fotografi e reporter di guerra hanno iniziato a vendere fotografie, e poi video, di esecuzioni dei Viet Cong. Uno di loro, addirittura, è stato processato, perché – per una foto molto famosa di un Viet Cong che viene ammazzato mentre attraversa un ponte – erano state fatte cinque prove – del suo passaggio – prima di sparargli, per verificare la luce. Dopo di che questo mercato si è espanso in Europa dell’Est, Bulgaria e Albania, e si tratterebbe di una vendita di questo tipo di materiale – alle persone che si iscrivono a questo servizio – prima sotto forma di videocassetta, poi di CD, adesso in rete; ho pensato che questo fosse un buon inizio per un romanzo.

Grazie. D: Ritiene di appartenere a pieno titolo alla corrente del realismo?

R: Sì!

D: Ritiene che Autori come Michael Moorcock, o Brian Aldiss, o James G. Ballard possano averLa in qualche maniera indirizzata verso la Sua attuale forma artistica?

R: Ballard sicuramente mi ha influenzato; io sono un grandissimo estimatore di questo scrittore, per anni abbiamo avuto anche lo stesso editore. Per quel che riguarda Aldiss e Moorcock un po’ meno, e non tanto i volumi di fantasia. In generale sono un fervente sostenitore della ricerca. Anche prima di scrivere i miei romanzi, quando scrivevo per la televisione, ho sempre creduto fermamente nell’importanza della ricerca; tra l’altro trascorro almeno un giorno ogni due settimane con la polizia, vado nelle loro auto di pattuglia, vado sulla scena del delitto, oppure sto in ufficio con loro, come una sorta di mosca sulla parete, senza farmi notare, senza disturbare, ma presente. Ci sono due poliziotti, miei amici, che leggono costantemente i miei romanzi mentre li scrivo, ogni 100 pagine io glieli passo, e loro li leggono. Uno è un soprintendente capo, l’altro è un agente molto giovane che mi aiuta per il linguaggio di strada, e per la cultura che si trova ad affrontare giorno per giorno. Tutti i miei personaggi si basano su persone reali, che sono attualmente in servizio nella polizia del Sussex. Ovviamente invento anche molte cose, ma tutte le procedure dell’attività della polizia, il modo in cui i poliziotti pensano e parlano, tutto questo è tratto dalle mie osservazioni della vita reale. Quello che mi piace molto del mondo della polizia – e ciò che mi rende così desideroso di catturare quello che è il loro mondo – è il fatto che, secondo me, i poliziotti rappresentano gli osservatori migliori, che esistono al momento, della vita umana, perché i poliziotti vedono tutto, sono presenti ovunque. Ad esempio, se c’è una vecchia signora che muore in casa propria, e non ha amici né conoscenti, e il cadavere rimane in casa per nove settimane, sono i poliziotti che lo scoprono per primi, sono i poliziotti che intervengono nei bisticci tra marito e moglie, per impedire che avvenga un omicidio, sono i poliziotti i primi ad intervistare uno che ha stuprato e poi ucciso una ragazzina di dieci anni. I poliziotti sono molto esperti di psicologia umana, più che non i politici o gli psichiatri.

Certo. Questo conferma ampiamente il Suo “Sì” deciso riguardo alla Sua linea realista, che addirittura presuppone una forte documentazione sul campo. D: Il web è un mondo parallelo, vasto e contraddittorio. Secondo Lei gli aspetti più deteriori del web sono lo scotto che la nostra civiltà deve pagare alla diffusione della tecnologia?

R: Secondo me è molto facile demonizzare determinati aspetti del web. A mio parere la rete Internet rappresenta una forza del bene, più che una forza che opera a favore del male; proprio per l’Umanità, in quanto, nelle varie regioni del mondo, in cui non c’è ancora la rete, ad esempio in Africa, vengono commesse comunque delle atrocità enormi. Il web, secondo me, più che altro, ci ha conferito la capacità di aprirci a favore della comunicazione tra le genti. Non avremmo mai saputo delle atrocità di Piazza Tian An Men in Cina, se non ci fosse stata la diffusione di questo evento su Internet. Il web quindi, in un certo senso unisce i mondi, più che perpetrare il male. Ho partecipato recentemente ad una conferenza, negli Stati Uniti, il cui tema era quello del rapimento dei minori, tramite Internet, tramite le chat room, usate dai pedofili per rapire i bambini. In base alle statistiche, sono stati uccisi più bambini nel 1926, da estranei al nucleo famigliare, rispetto al 2006; quindi sono calati i casi di pedofilia e di uccisione di minori. Malgrado questi dati allarmanti, secondo me l’Umanità è migliorata negli ultimi secoli, sicuramente non è peggiorata. E poi, il potenziale di fare del bene da parte del web, supera di gran lunga quello dello sfruttamento da parte delle forze del male. Tutto quello che, ovviamente, noi, possiamo concepire a livello di malvagità, si trova in rete, siti pedofili, siti di cannibali, che uccidono e mangiano le persone; per contro, però, l’aspetto più importante del web è il fatto che ha migliorato la comunicazione tra le culture, tra i popoli che possono imparare gli uni dagli altri. Il dono più grande che ci ha fatto la rete è quello di aver globalizzato la comunicazione. Il fatto che qualcuno utilizzi questi mezzi per fini poco positivi, non nega assolutamente la bontà e il valore di questa scoperta.

La rete, inoltre, rappresenta un’arma importante per la lotta contro la criminalità, soprattutto grazie all’utilizzo, da parte dei laboratori scientifici della polizia, di computer e di Internet, in quanto, se si fa irruzione in un negozio, se si ruba qualcosa, in qualche modo si può riuscire a cancellare le tracce o le impronte digitali, invece i computer lasciano una traccia che non si può cancellare, i computer rappresentano un nuovo strumento di lavoro per i poliziotti: se i poliziotti riescono a mettere le mani sui computer dei criminali e malfattori, sicuramente possono rintracciare il percorso che hanno fatto, e risalire ai criminali. Quindi, si cancellano le impronte digitali dalle porte, ma non le tracce dalla rete.

Grazie. Ci vorrebbe molto più tempo, perché io sono un appassionato della rete. Ancora due domande. D: La morte sul web: secondo Lei coloro che ne fruiscono subiscono un impatto deresponsabilizzante rispetto al tema della violenza e della sopraffazione umane?

R: Secondo me chi guarda questi snuff movies sa benissimo quello che sta guardando, sa benissimo quello che ha di fronte. Noi esseri umani siamo mossi da istinti di base, istinti fondamentali ed essenziali. Ad esempio, l’uomo è, per antonomasia, il cacciatore e il raccoglitore, l’uomo è più cacciatore, la donna è più raccoglitore, e c’è una teoria secondo cui i maschi, quando tornano a casa e siedono davanti alla televisione, dopo aver avuto una giornata particolarmente insoddisfacente, rispecchia i tempi antichi in cui gli uomini, che andavano a caccia, e non avevano catturato nulla per la famiglia, tornavano a casa e guardavano spaesati l’orizzonte sperando che passasse qualche animale da poter catturare. Nel maschio c’è ancora desiderio di cacciare e di uccidere. Chi guarda questi snuff movies, in un certo senso, ha questo desiderio espresso all’ennesima potenza, e si sente inadeguato, è una persona inadeguata, che ha una mancanza, una carenza grave nella propria personalità, e quindi vuole uccidere, e vede queste persone, che perpetrano questi crimini in rete, come una sorta di vicari – che uccidono al posto suo – e trae un senso di appagamento proprio da queste immagini; questa è la mia psicologia da quattro soldi…

D: Potrebbe diventare assassino lui stesso?

R: La cosa più difficile per un assassino è: ammazzare la prima volta, e farla franca. Ci sono due tipi di persone che ammazzano, le persone normali, ordinarie, tipo noi – si spera, almeno – e gli psicopatici. Gli psicopatici sono diversi, perché sono nati senza coscienza, sono quelli che, da bambini, si avvicinavano al compagno di scuola, gli rubavano l’orologio, e non sentivano alcun senso di colpa, non pensavano che fosse una cosa brutta da fare. Sono quelli che possono ammazzare la moglie, e poi vivere, convivere tranquillamente con quello che hanno fatto, e continuare a farlo. Invece, le persone normali, quelle che, magari, durante un litigio con la moglie, la accoltellano, la ammazzano e la mettono in cantina, sono persone che non riescono a convivere con questa colpa, e dopo due settimane devono per forza dirlo a qualcuno, e così si tradiscono. Chi guarda tanti snuff movies, assiste a una sorta di depersonalizzazione di questa esperienza, per cui – man mano che continua a guardare questi snuff movies, se ne guarda abbastanza – diventa un’esperienza normale, e sicuramente potrebbe essere portato a compiere un omicidio.

D: Una persona che, precedentemente, svilupperebbe senso di colpa, si potrebbe abituare, sviluppare una sorta di assuefazione e diventare anch’essa uno psicopatico?

R: Io, quando ho guardato questo video di cui Le parlavo prima, sono rimasto veramente traumatizzato; se, invece, tu trai piacere da queste immagini, ovviamente sei già sulla buona strada per diventare un assassino.

Certo.

La cosa importante è il fatto che, la televisione, si è diffusa nelle famiglie a partire dal 1965 – 70, quindi, sono circa quarant’anni che noi abbiamo la televisione, fissa, in casa, in famiglia. Però, se vediamo il numero di uccisioni e di esecuzioni a cui assistiamo in televisione, siamo veramente esposti  al massimo a questo tipo di esperienza, molto più di quanto accadesse prima. Prima dell’avvento della televisione, dov’è che si assisteva a delle uccisioni? O si andava in guerra, o lo si leggeva nei libri, ma quest’ultima esperienza è molto diversa, rispetto all’esperienza diretta data dalle immagini. Quando uno si siede davanti alla televisione e, sera dopo sera, giorno dopo giorno, assiste a decine, centinaia di omicidi, uccisioni, tutto questo finisce per avere un effetto de-umanizzante, o depersonalizzante. Gli snuff movie rappresentano questo problema, portato alle estreme conseguenze.

Mi piace molto andare ad assistere a diverse conferenze, che i poliziotti tengono, soprattutto negli Stati Uniti, per capire di più come funziona il loro mondo. La settimana scorsa, sono stato ad un convegno sull’argomento, negli Stati Uniti, in cui si parlava di un caso particolare, di una ragazza di 15 anni, che aveva litigato con la mamma, se ne era andata di casa – lavorava in un fast-food – e ha incontrato, per strada, due ragazzi che aveva servito il giorno prima al fast-food; uno di loro le ha detto, ma perché non vieni a stare da noi, se hai litigato con tua mamma? L’hanno portata a casa loro, uno di loro l’ha violentata, e, per paura che andasse dalla polizia – d’accordo con l’altro – ha deciso poi di ammazzarla. L’hanno uccisa, e si sono chiesti: adesso cosa facciamo con il corpo? E l’hanno messo nel congelatore. Col congelatore non era risolta la situazione, per cui l’hanno tolto dal congelatore, e l’hanno dato al cane, un pastore tedesco. Il cane, però, non se lo mangiava, perché era congelato, quindi cosa hanno fatto? L’hanno tagliato a pezzi, e l’hanno cotto, l’hanno bollito. L’hanno ridato al cane, il cane ne ha mangiato metà, ma poi l’ha vomitato, e quindi avevano il problema del DNA sul tappeto di casa. A questo punto, hanno raccolto tutto, l’hanno buttato nella spazzatura, hanno cosparso di benzina, e hanno dato fuoco al cassonetto. La polizia così li ha trovati. In questo caso abbiamo a che fare con dei ragazzi che non sono molto svegli. Durante gli interrogatori, uno dei due ha confessato, e ha detto di aver visto il tutto in uno snuff movie, e di aver ripetuto quello che aveva visto. Molto spesso la televisione, molto più della rete, diventa molto pericolosa.

Io avrei un’altra domanda, ma dica pure all’Autore che mi ha dato ampiamente una risposta in precedenza. Mi chiedevo se il web potesse diventare un mezzo di diffusione di sapere e di bellezza intesi nelle loro forme più alte, ma a questa domanda ha già ampiamente risposto.

Grazie.

Si ringrazia, per il suo prezioso contributo, la Dr.ssa Chiara Serafin che, grazie alla sua traduzione simultanea, ha reso possibile questa intervista.

Andrea Di Cesare

 

Peter James

“In Rete”

romanzo

468 pagine

Kowalski editore, 2007

 

a cura di Andrea Di Cesare

©, 2007

Peter James – Al buio

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Interview with Peter James edited by Andrea Di Cesare

The interview took place on September 26, 2007 during the days when Peter James was on a visit to Milan to present to the public and the press “Network” (Ed. Kowalski, 2007).

Q: To what extent the daily lives and events of the chronicle inspired the creation of your stories?

A: I baso very much on the daily lives on the facts and stories; in my writing I like to tell the world where we are to live, and especially the reason that impels people to do things they do. Throughout my work I draw inspiration from true stories from everyday life. For example, how did the idea for my novel “On the Net? Everything is born of a phone call I received eight years ago by a Police Sergeant – my friend – who asked me to go in his office to examine a videotape that was seized during a police raid of Sussex; asked me my opinion, as a film producer, to understand whether the content of this video was real or the result of a drama. I went in his office and saw this video, which saw a girl of seventeen years that was stab to death. Then the policeman asked me if I believe were a real scene. I replied: “If this girl is reciting, should win the Oscar. Indeed this was a case of snuff movie. The policeman, then I explained that this market is now expanded worldwide – a terrible market, also, unfortunately, lucrative and profitable – for which people pay to see the killings live. It all started during the war in Vietnam, when some photographers and reporters of war have started to sell photographs, video, executions of Viet Cong. One of them even been tried, because – for a very famous photo of a Viet Cong being killed while crossing a bridge – had been made five tests – his move – the first to shoot, to see the light. After that this market has expanded in Eastern Europe, Bulgaria and Albania, and it would involve a sale of this type of material – the people who subscribe to this service – first in the form of videotape, then CDs, now networking; I thought that this was a good start for a novel.

Thank you. Q: Does belong fully in the current realism?

A: Yes!

Q: Does that Authors such as Michael Moorcock, or Brian Aldiss, or James G. Ballard can averLa somehow directed towards your current form of art?

A: Ballard certainly influenced me, I am a great admirer of this writer, for years we also had the same publisher. As for Aldiss Moorcock and a little ‘less, and not so much the volumes of fantasy. In general I am a fervent supporter of research. Even before writing my novels, when I wrote for television, I have always believed strongly the importance of research; inter alia spend at least one day every two weeks with the police, I go in their car on patrol, I go on the stage of crime, or I’m in the office with them, like a fly on the wall, without me note, without disturbing, but present. There are two policemen, my friends, who constantly read my novels while you write, every 100 pages I glieli step, and they read them. One is a chief superintendent, the other agent is a very young person who helps me to the language of the street, and culture that faces on a daily basis. All my characters are based on real people, who are currently serving in the police force of Sussex. Obviously also invented many things, but all the procedures of the police, the way in which the police think and talk, all this is taken from my observations of real life. What I really like the world of police – and what makes me so eager to capture what is their world – is the fact that, in my opinion, the police are the best observers, that there are at the moment of human life, because the police see everything, are everywhere. For example, if there is an old lady who dies at home, and has no friends or acquaintances, and the corpse remains at home for nine weeks, the police are discovering that the first, the police are involved in bisticci between husband and wife to prevent a murder occurs, the police are the first to interview someone who has raped and then killed a girl ten years. The police are very experts in human psychology, rather than not politicians or psychiatrists.

Certain. This largely confirms your “Yes” decided regard to your realist line, which even on a strong documentation on the ground. Q: The web is a parallel universe, vast and contradictory. In your opinion the most deterioration of the Web are the price that our civilization has to pay to the spread of technology?

A: I think it is very easy to demonise certain aspects of the Web. In my opinion, the Internet is a force for good, rather than a force that operates in favour of evil, for humanity, because in the various regions of the world where there is still the network, for example in Africa, are still committed atrocities enormous. The web, in my opinion, more than anything else, has given us the ability to open for communication between nations. We would never have learned of the atrocities of Tiananmen Square in China, if there had not been the dissemination of this event on the Internet. The web then, in a sense unites the worlds, rather than perpetrate evil. I recently attended a conference in the United States, whose theme was that of abduction of minors over the Internet, through chat rooms, used by paedophiles to kidnap children. According to statistics, were killed more children in 1926, from outside the household, compared to 2006, then fell cases of paedophilia and murder of minors. Despite these alarming figures, in my opinion Humanity has improved in recent centuries, certainly is not worse. And then, the potential to do good by the web, far exceeds that of exploitation by the forces of evil. All that, of course, we can devise in terms of evil, is on the net, paedophile sites, sites of cannibals, who kill and eat people, in contrast, however, the most important aspect of the Web is the fact that has improved communication between cultures, between peoples who can learn from each other. The greatest gift that we did the network is to have global communication. The fact that someone using these resources for purposes little positive, not absolutely deny the goodness and value of this discovery.

The network also represents an important weapon in the fight against crime, especially thanks to the use by the police scientific laboratories, computer and the Internet, because if you broke into a store, if you steals something, somehow can manage to erase the traces or fingerprints, instead computers leave a track that you can not erase, computers represent a new tool for the police: If the police manage to get their hands on computer criminals and evildoers, certainly can trace the path that they did, and go back to criminals. Then, erases fingerprints from the door, but no traces from the network.

Thank you. We would take much longer, because I am a passionate network. Just two questions. Q: Death on the web: the second you those who suffer receive an impact deresponsabilizzante compared to the theme of violence and oppression human?

A: I think you look at these snuff movies knows what you’re watching, knows what he faces. We human beings we are mossi instincts from the basic instincts fundamental and essential. For example, the man is, par excellence, the hunter and collector, man is more hunter, a woman is more collector, and there is a theory that males, when returning home and sit in front of the television, Having had a particularly weak day, reflects the ancient times in which men, who went to hunting, and had not caught anything for the family, returning home and watched the horizon spaesati hoping that shifted some animals that we can capture. In the male there is still a desire to hunt and kill. Who looks at these snuff movies, in a sense, has expressed this desire power, and feels inadequate, a person is inadequate, which has a shortage, a serious deficiency in their personality, and therefore wants to kill, and sees these people who carry out these crimes in the network, as a sort of vicars – who kill in its place – and draws a sense of contentment just by these images and this is my psychology from four money …

Q: Could become murderess himself?

A: The hardest thing for a murderess is: kill the first time and get away with it. There are two types of people who kill, those normal, ordinary, like us – hopefully, at least – and the psychopathic. The psychopathic are different, because they are born without conscience, are those who, as children, were approaching the companion school, rubavano the clock, and not felt any sense of guilt, did not think it was a bad thing to do. They are those who can kill his wife, and then live, live peacefully with what they have done, and continue to do so. Instead, ordinary people, those who, perhaps, during a dispute with his wife, accoltellano, kill and bring into the cellar, are people who can not live with this guilt, and after two weeks have to tell someone , And so will betray. Who looks so many snuff movies, witnessing a kind of depersonalization of this experience, so – as it continues to watch these snuff movies, it looks enough – becomes a normal, and certainly could be led to make a killing.

Q: A person who, previously, would develop a sense of guilt, could get used to develop a kind of addiction and also become a psychopath?

A: I, when I watched this video that spoke The first, I was really traumatised, if, instead, you trai pleasure from these images, of course you are already on track to become a murderess.

Certain.

The important thing is the fact that television has spread in families starting in 1965 to 70, then, are some forty years that we have television sets at home in the family. But if we see the number of killings and executions which are seeing on television, we are truly the most exposed to this type of experience, much of what happened before. Before the advent of television, where you assisted in the killings? Either we went to war, or you read in books, but the experience is very different compared to direct data from images. When one sits in front of the television and, evening after evening, day after day, assists dozens, hundreds of murders, killings, all this ends up having an effect de-humanizing, or depersonalizzante. The snuff movie represent this problem, carried to the extreme consequences.

I love going to attend several conferences, which the police take, especially in the United States, to understand more how their world. Last week, I was at a conference on the subject, in the United States, which spoke of a particular case, a girl of 15 years, who had quarrelled with his mother if they had gone home – worked in a fast-food – and has met on the street, two boys who had served the day before the fast-food; one of them said, but why not come and stay with us if you have quarrelled with your mother? They brought to their house, one of them was raped and, for fear that goes by the police – agree with each other – he decided then ammazzarla. They killed, and have wondered: now what do we do with the body? And have put in the freezer. Col. freezer was not resolved the situation, so they removed from the freezer, el’hanno given to the dog, a German shepherd. The dog, however, if they ate, because it was frozen, then what they did? They cut to pieces, el’hanno cooked, they boiled. They restored the dog, the dog has eaten half, but then he vomitato, and then had the problem of DNA on the table at home. At this point, have collected all, have thrown in the trash, they sprinkled petrol and set fire to bins. The police so he found. In this case we are dealing with children who are not very awake. During the interrogations, one of the two had confessed and said he saw all in a snuff movie, and that he repeated what he had seen. Very often television, much of the network, it becomes very dangerous.

I have another question, but also say to the author who gave me largely a response earlier. I was wondering if the Web could become half of spreading knowledge and beauty aimed in their highest forms, but this question has already responded.

Thank you.

Thanks, for his valuable contribution, Dr. Chiara Serafin that, thanks to its simultaneous interpretation, made it possible for this interview.

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Entretien avec Peter James sous la direction de Andrea Di Cesare

L’entrevue a eu lieu le Septembre 26, 2007 au cours de l’époque où Peter James était en visite à Milan pour présenter au public et la presse “Réseau” (Ed. Kowalski, 2007).

Q: Dans quelle mesure la vie quotidienne et les événements de la chronique a inspiré la création de vos histoires?

R: Je baso beaucoup sur la vie quotidienne sur les faits et les histoires, dans mon écriture, j’aime dire au monde où nous voulons vivre, et surtout la raison qui pousse les gens à faire des choses qu’ils font. Tout au long de mon travail que je s’inspirer de la vraie histoire de la vie quotidienne. Par exemple, comment est née l’idée pour mon roman “Sur le Net? Tout est né d’un appel téléphonique que j’ai reçu il ya huit ans par un sergent de police – mon ami – qui m’a demandé d’aller dans son bureau pour examiner une bande vidéo qui a été saisi au cours d’une descente de police du Sussex, m’a demandé mon avis, comme un producteur de films, pour comprendre si le contenu de cette vidéo était réelle ou le résultat d’un drame. Je suis allé dans son bureau et a vu cette vidéo, qui a vu une fille de dix-sept ans qui a été poignarder à mort. Ensuite, le policier m’a demandé si je crois étaient une scène réelle. Je lui ai répondu: “Si cette fille est la récitation, devrait remporter l’Oscar. En effet, cette affaire était un film de tabac à priser. Le policier, puis j’ai expliqué que ce marché est maintenant le monde – un marché terrible, aussi, malheureusement, rentable – pour lesquelles les gens paient pour voir les meurtres en direct. Tout a commencé pendant la guerre du Vietnam, alors que certains photographes et reporters de guerre ont commencé à vendre des photographies, des vidéos, des exécutions du Viet Cong. L’un d’eux a même été essayé, parce que – pour une très célèbre photo d’un Viet Cong tués en traversant un pont – a été effectué cinq essais – son déménagement – le premier à tirer, à voir la lumière. Après que ce marché a augmenté en Europe de l’Est, la Bulgarie et l’Albanie, et il ne s’agirait que d’une vente de ce type de matériel – les gens qui vous abonner à ce service – d’abord sous forme de cassette vidéo, CD, maintenant la mise en réseau, je pense que c’était un bon début pour un roman.

Merci. Q: Est-ce que appartiennent pleinement au courant du réalisme?

R: Oui!

Q: Est-ce que les auteurs comme Michael Moorcock, ou Brian Aldiss, ou James G. Ballard peut averLa quelque dirigé vers votre forme actuelle de l’art?

R: Ballard certainement influencé moi, je suis un grand admirateur de cet écrivain, pendant des années nous avons également eu le même éditeur. En ce qui concerne Aldiss Moorcock et un peu «moins, et pas tant les volumes de fantaisie. En général, je suis un fervent partisan de la recherche. Même avant d’écrire mes romans, quand j’ai écrit pour la télévision, j’ai toujours cru fermement l’importance de la recherche, entre autres, passent au moins un jour toutes les deux semaines avec la police, je aller dans leur voiture de patrouille, je vais sur la scène de la criminalité, ou je suis dans le bureau avec eux, comme une mouche sur le mur, sans que je note, sans déranger, mais présent. Il ya deux policiers, mes amis, qui cesse de lire mes romans alors que vous écrivez, tous les 100 pages que je glieli pas, et ils les lire. Un chef est un surintendant, l’autre agent est un très jeune personne qui m’aide à la langue de la rue, et de la culture qui se pose sur une base quotidienne. Tous mes personnages sont basés sur de vraies personnes, qui sont actuellement en service dans les forces de police du Sussex. Il est évident aussi inventé beaucoup de choses, mais toutes les procédures de la police, la manière dont la police de penser et parler, tout cela est pris de mes observations de la vie réelle. Ce que j’ai vraiment le monde de la police – et ce qui me rend si désireux de faire saisir ce qui est leur monde – est le fait que, à mon avis, la police sont les meilleurs observateurs, qu’il existe au moment de la vie humaine, parce que la police tout voir, sont partout. Par exemple, s’il ya une vieille dame qui meurt à la maison, et n’a pas d’amis ou des connaissances, et le cadavre reste à la maison pendant neuf semaines, la police sont en train de découvrir que la première, la police sont impliqués dans bisticci entre mari et la femme pour empêcher un meurtre se produit, la police est la première interview à quelqu’un qui a violé puis tué une fillette de dix ans. La police est très experts dans la psychologie humaine, plutôt que de ne pas les politiciens ou les psychiatres.

Certain. Cela confirme en grande partie votre “Oui” a décidé ce qui concerne votre ligne réaliste, même sur une solide documentation sur le terrain. Q: Le Web est un univers parallèle, de vastes et contradictoires. A votre avis, le plus détérioration du Web sont les prix que notre civilisation doit payer à la propagation de la technologie?

R: Je pense qu’il est très facile de diaboliser certains aspects du Web. À mon avis, l’Internet est une force du bien, plutôt que d’une force qui agit en faveur du mal, pour l’humanité, parce que, dans les différentes régions du monde où il est encore le réseau, par exemple en Afrique, sont encore commis des atrocités énormes. Le Web, à mon avis, plus que toute autre chose, nous a donné la possibilité d’ouvrir pour la communication entre les nations. Nous n’aurions jamais appris les atrocités de la place Tiananmen en Chine, s’il n’y avait pas eu la diffusion de cet événement sur Internet. Le Web puis, dans un sens unit le monde, plutôt que de perpétrer le mal. J’ai récemment assisté à une conférence aux États-Unis, dont le thème était celui de l’enlèvement des mineurs sur Internet, à travers les salles de chat, utilisé par les pédophiles pour enlever les enfants. Selon les statistiques, ont tué plus d’enfants en 1926, en dehors du ménage, par rapport à 2006, puis a chuté cas de la pédophilie et l’assassinat de mineurs. Malgré ces chiffres alarmants, à mon avis, l’humanité s’est améliorée au cours des derniers siècles, n’est certainement pas pire. Et puis, le potentiel de faire le bien par le web, dépasse de loin celui de l’exploitation par les forces du mal. Tout cela, bien sûr, nous pouvons concevoir en termes de mal, est sur le net, sites pédophiles, les sites de cannibales, qui tuent et mangent les gens, en revanche, l’aspect le plus important du Web est le fait que a amélioré la communication entre les cultures, entre les peuples qui peuvent apprendre les uns des autres. Le plus grand don que nous avons fait le réseau est d’avoir mondial de communication. Le fait que quelqu’un qui utilise ces ressources à des fins peu de positif, absolument pas nier la bonté et la valeur de cette découverte.

Le réseau représente également une arme importante dans la lutte contre la criminalité, en particulier grâce à l’utilisation par les laboratoires de police scientifique, l’informatique et l’Internet, parce que si vous fait irruption dans un magasin, si vous vole quelque chose, d’une certaine façon peut gérer pour effacer les traces ou empreintes digitales, ordinateurs de congé au lieu d’une piste que vous ne pouvez pas effacer, les ordinateurs représentent un nouvel outil pour la police: Si la police parvient à mettre la main sur ordinateur les criminels et les malfaiteurs, certainement de pouvoir suivre le chemin qu’il a fait, aller et retour pour les criminels. Ensuite, efface les empreintes digitales de la porte, mais aucune trace du réseau.

Merci. Nous faudrait beaucoup plus, parce que je suis un passionné réseau. Juste deux questions. Q: Mort sur le Web: la deuxième vous ceux qui souffrent reçoivent un impact deresponsabilizzante par rapport au thème de la violence et l’oppression de l’homme?

R: Je pense que vous regarder ces films tabac à priser sait ce que vous regardez, sait ce qu’il doit faire face. Nous qu’êtres humains, nous sommes moré instincts de la base instinct fondamental et essentiel. Par exemple, l’homme est, par excellence, le chasseur et un collectionneur, l’homme est plus chasseur, une femme est plus collectionneur, et il ya une théorie que les hommes, lors de leur retour à domicile et s’asseoir devant la télévision, Ayant eu en particulier un faible jour, reflète les temps anciens où les hommes, qui sont allés à la chasse, et n’avait pas pris quelque chose pour la famille, retour à la maison et a regardé l’horizon en espérant que spaesati déplacé certains animaux que l’on peut capturer. Chez l’homme il ya encore un désir de chasser et de tuer. Qui ressemble à ces films tabac à priser, dans un sens, a exprimé ce désir de puissance, et se sent inadéquate, une personne est insuffisant, ce qui a un problème de pénurie, une grave insuffisance dans leur personnalité, et veut donc que de tuer, et considère ces personnes qui l’exécution de ces crimes dans le réseau, comme une sorte de vicaires – qui tuent à sa place – et en tire un sentiment de contentement seulement par ces images et ce sera ma psychologie de quatre d’argent …

Q: Pouvez-meurtrière devenir lui-même?

R: Le plus difficile pour une chose est meurtrière: tuer la première fois et vous en sortir avec elle. Il existe deux types de personnes qui tuent, ces normale, ordinaire, comme nous – je l’espère, au moins – et le psychopathe. Les psychopathes sont différents, parce qu’ils sont nés sans conscience, sont ceux qui, comme les enfants, s’approchent du compagnon de l’école, rubavano l’horloge, et pas ressenti de sentiment de culpabilité, ne pense pas qu’il soit une mauvaise chose à faire. Ce sont ceux qui peuvent tuer sa femme, puis vivre, vivre en paix avec ce qu’ils ont fait et continuent de le faire. Au lieu de cela, les gens ordinaires, ceux qui, peut-être, au cours d’une dispute avec sa femme, accoltellano, tuer et de les mettre en cave, sont des personnes qui ne peuvent vivre avec cette culpabilité, et après deux semaines, nous avons à dire à quelqu’un , De même que trahir. Qui semble si tabac à priser de nombreux films, témoins d’une sorte de dépersonnalisation de cette expérience, si – comme il continue à regarder ces films tabac à priser, il semble assez – est une normale, et pourrait certainement être amené à faire un meurtre.

Q: Une personne qui, précédemment, développer un sentiment de culpabilité, pourrait s’habituer à développer une sorte de dépendance et également devenir un psychopathe?

R: Je, quand j’ai regardé cette vidéo qui a parlé la première, j’ai été vraiment traumatisés, si, au lieu de cela, vous le plaisir de formation de ces images, bien sûr, vous êtes déjà sur la bonne voie pour devenir une meurtrière.

Certain.

L’important est le fait que la télévision s’est répandue dans les familles à partir en 1965 à 70, sont donc une quarantaine d’années que nous avons de télévision à la maison dans la famille. Mais si nous voyons le nombre de meurtres et d’exécutions qui sont de voir à la télévision, nous sommes vraiment les plus exposés à ce type d’expérience, une grande partie de ce qui s’est passé avant. Avant l’avènement de la télévision, où vous assisté au massacre? Soit nous sommes allés à la guerre, ou que vous lisez dans les livres, mais l’expérience est très différente par rapport aux données directement à partir d’images. Quand on est assis devant la télévision et, soir après soir, jour après jour, aide les dizaines, des centaines de meurtres, d’assassinats, tout cela finit par avoir un effet de l’humanisation, ou depersonalizzante. Le tabac à priser film représenter ce problème, a procédé à l’extrême les conséquences.

J’aime aller à assister à plusieurs conférences, dont la police, en particulier aux États-Unis, à mieux comprendre comment leur monde. La semaine dernière, j’étais à une conférence sur le sujet, aux États-Unis, qui parle d’un cas particulier, une fille de 15 ans, qui avait querellaient avec sa mère si elles avaient rentrés chez eux – a travaillé dans une de restauration rapide – et a rencontré dans la rue, deux garçons qui avaient servi la veille de la restauration rapide; l’un d’eux a dit, mais pourquoi ne pas venir et rester avec nous si vous avez querellaient avec votre mère? Ils ont apporté à leur maison, l’un d’eux a été violée et, pour la peur qui va par la police – d’accord les uns avec les autres – il a alors décidé ammazzarla. Ils ont tué, et se sont demandé: maintenant que faisons-nous avec le corps? Et ont mis au congélateur. Col congélateur n’a pas été résolu la situation, ils retirés du congélateur, el’hanno donnée au chien, un berger allemand. Le chien, cependant, s’ils mangeaient, car il a été gelé, ce qu’ils ont fait? Ils ont coupé en morceaux, el’hanno cuits, ils bouilli. Ils ont restauré le chien, le chien a mangé la moitié, mais il vomitato, et avaient ensuite le problème de l’ADN sur la table à la maison. À ce point, ont rassemblé tous, ont jeté à la poubelle, ils arrosé d’essence et mis le feu à des poubelles. La police a trouvé il. Dans ce cas, nous traitons avec des enfants qui ne sont pas très éveillés. Pendant les interrogatoires, un des deux a avoué et a déclaré avoir vu dans un film tabac à priser, et qu’il a répété ce qu’il avait vu. Très souvent, la télévision, une grande partie du réseau, il devient très dangereux.

J’ai une autre question, mais aussi dire à l’auteur qui m’a donné en grande partie une réponse plus tôt. Je me demandais si le Web pourrait devenir la moitié de la diffusion de la connaissance et de beauté visant à leur formes les plus élevées, mais cette question a déjà répondu.

Merci.

Merci, pour sa précieuse contribution, le Dr Chiara Serafin que, grâce à son interprétation simultanée, a permis pour cette interview.

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