URBAN COWBOY – John Travolta – Debra Winger – Scott Glenn – Mickey Gilley

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URBAN COWBOY

USA, 1980

Regia: James Bridges

Con: John Travolta, Debra Winger, Scott Glenn

commedia

 LOOKIN FOR LOVE

Non c’è America senza un buon sogno da realizzare, qualche pugno da tirare, un amore struggente da difendere e nemici da combattere. La grande città attira da sempre dalle campagne americane forza lavoro e muscoli e bravi ragazzi che sanno però mettersi nei guai per un paio di occhi dolci incontrati in un saloon, e magari sposarseli, quegli occhi dolci, e magari cominciarci a litigare per un nonnulla, dopo una giornata passata a sgobbare in una raffineria a Houston (Texas), se occhidolci non fa trovare la cena in tavola e non pulisce la casa. Occhidolci è Sissy, una cowgirl urbanizzata interpretata da Debra Winger. Il “galoppino” della raffineria di Houston è Bud (John Travolta), bravo cowboy venuto a Houston dalla provincia, chiamato dal suo vecchio zio, non certo per l’aria buona, ma per la prospettiva di guadagnare qualche dollaro in più. Dopo una notte passata a letto con due cowgirl conquistate la sera prima nel locale di Mickey Gilley (impersonato dal vero Mickey Gilley, country singer di larga fama) si presenta sul posto di lavoro e gli impongono, per prima cosa, di radersi la barba. Inizia a lavorare. Quella sera, da Gilley, si presenta in camicia e Stetson neri, glabro, duro e un po’ sognante. Sissy, che la sera prima l’aveva già adocchiato, lo abborda al bancone, e gli propone di ballare. E nasce subito l’amore, con scene supportate dalla bellissima canzone Lookin For Love, celebre ballata country di tutti i tempi. Inquadrature in controluce che imprimono sugli occhi le silhouette dei due cow boy impegnati a bere birra, fumare e baciarsi, in immagini cartolina di un’America un po’ oleografica ma di grande presa sentimentale, un’America selvaggia nei sentimenti, ma che sa commuoversi, e commuoverci, di fronte a due cuori innamorati, sperduti nell’immenso, duro, spesso disilludente sogno americano, e nella vastità suburbana di una città come Houston, dove i ricchi abitano nei grattacieli del centro, e la classe piccola, piccolissima, dei lavoratori delle raffinerie in casette di assi ai margini di quella brulla e desolata zona produttiva, dove un paio di braccia contano più di chi le possiede.

Il locale di Gilley è il centro nevralgico di tutto il film, giocato su un plot semplice ma ben eseguito. Qui Bud apprende le regole del vivere e dell’amore, secondo un codice cittadino più che campagnolo. Urban cowboy, appunto, ragazzo che viene da fuori e vede nella città coronarsi il suo piccolo, modesto sogno di una casetta e una moglie. Difatti Bud e Sissy convolano a nozze quasi immediatamente. Vanno a vivere in un rione di roulotte, su una casa di 18 metri con le ruote sotto, e tutti i comfort dentro, anche se su scala miniaturizzata. L’America sa regalare e regalarci sogni a due ruote, di wilderness e libertà, anche se la frontiera è stata da tempo conquistata, e resta solo nella testa degli americani come slancio verso un ideale puro, di orizzonte e tramonti infuocati, spesso visti dal recinto del proprio giardinetto, con una birra in mano, dopo una massacrante giornata di lavoro, mentre la moglie, in vestaglia, prepara pollo fritto e torta di mele oltre la verandina di casa.

E’ finito il tempo dei cow boy con la loro mandria. A un Urban Cowboy non resta che cavalcare un toro meccanico, nel locale di Gilley, dopo una giornata in raffineria, e tentare la fortuna di vincere i 5000 $ in palio al rodeo annuale di Gilley, allenandosi a fare il buon domatore di tori meccanici. Solo che il destino gli mette sulla sua strada un pregiudicato, un cow boy che maneggia coltelli e rivoltelle, che attacca facilmente briga (con lui) e cavalca nei rodei, quelli veri. La disputa sarà dura, ma alla fine vincerà l’onestà di Bud, contro i mezzucci e la brutalità di Wes (Scott Glenn) che, nel frattempo, gli fregherà la moglie, nel tentativo di sottometterla e portarsela in Messico. L’amore tra Bud e Sissy attraversa una fase di tradimenti, e di quasi divorzio. Bud si mette con una della city, la figlia di un magnate del petrolio con una fissa sessuale per i cow boy. Il padre, per lei, è un esempio troppo edulcorato di uomo, con le sue sedute dallo psicoanalista, e preferisce frequentare localacci di periferia dove incontrare e portarsi a letto uomini veri, veri cow boy. Ma la sua è solo la manifestazione di una curiosità borghese, e il suo amore per Bud è infarcito di retorica intellettuale. Non durerà a lungo. Si autosmaschererà, dopo aver occultato una letterina di scuse di Sissy per tenersi il suo Bud, la sera che Bud vince il rodeo, e Sissy sta per scappare con Wes in Messico, che tenta di rapinare i dollari messi in palio nella cassa del locale. Bud e Sissy si riuniranno – si suppone per sempre – e il cattivo, Wes, viene sistemato. Film dalle atmosfere western, anche se i toni sono quelli della commedia lievemente drammatica, che non sfora, non esagera mai, ed è accompagnato da una colonna sonora magistrale. Il ritratto di un’America tenera e rissosa, innamorata dei propri valori, perdutamente illusa che l’american dream sia sempre e comunque realizzabile.

©, 2007

 

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URBAN COWBOY

USA, 1980

Director: James Bridges

Starring: John Travolta, Debra Winger, Scott Glenn

comedy

LOOKIN FOR LOVE

There is no America without a good dream create some punch to pull a melting love to defend and fight enemies. The city has always attracted by American labor campaigns and muscles and good guys who can get into trouble but for a couple of fresh eyes met in a saloon, and perhaps sposarseli, those fresh eyes, and perhaps begin to fight for a nonnulla, After a day spent at Sgobbi in a refinery in Houston (Texas), where occhidolci does not get dinner on the table and does not clean the house. Occhidolci is Sissy, a Cowgirl urbanized played by Debra Winger. “Galoppino” of the Houston refinery is Bud, good cowboy came to Houston from the province, called by its old uncle, certainly not for the good air, but the prospect of earning some more in U.S. dollars. After a night passed in bed with two Cowgirl won the night before in the local Mickey Gilley (played by real Mickey Gilley, country singer of great renown) is at work and require, first, to shave beards. Start working. That evening, from Gilley, is presented in a shirt and Stetson blacks, glabra, and some hard ‘dreamy. Sissy, who the evening before had already stick to the boards to counter, and proposes to dance. And now comes the love scene with support from the beautiful song Lookin For Love, a famous country ballad of all time. Shots against that imprint on the eyes silhouette of the two cow boy committed to drinking beer, smoking and baciarsi, postcard pictures of some un’America ‘oleografica but taken very sentimental, savage un’America feelings, but who knows commuoversi , And commuoverci, faced with two hearts in love, searchable in remote, hard, often disilludente American dream, and the vastness of suburban cities like Houston, where the rich live in the center of skyscrapers, and the small class, small workers refineries in houses of boards on the sidelines of the brulla production and desolate area, where a pair of arms more than those who have.

The local Gilley is the nerve center of the whole film, played on a simple plot but well executed. Here Bud learns the rules of life and love, according to a national code rather than rural. Urban cowboy, I said, boy that comes from outside and sees the city crowned its small, modest dream of a house and a wife. Indeed Bud and Sissy convolano a wedding almost immediately. Go to live in a neighborhood of caravans on a house with 18 meters under the wheels, and all the amenities inside, although miniature scale. America knows dreams for us and give two-wheeled freedom and the wilderness, although the border has long been conquered, and remains only in the minds of Americans as momentum towards a pure ideal of horizon and fiery sunsets, often seen from fence of his garden, with a beer in hand, after an exhausting day of work, while his wife, dressing gown, prepares fried chicken and apple pie over the verandina home.

It ‘the days of cow boy with their herd. In an Urban Cowboy not only have to ride a mechanical bull, local Gilley, after a day refinery, and groped the luck to win $ 5,000 prize to the annual rodeo Gilley, Allen to make good domatore mechanical bulls. Only the fate that puts her on a road affected, a cow boy handling knives and revolvers, which easily attacks trouble (with him) and riding in rodeos, the real ones. The dispute will be hard, but in the end will win the honesty of Bud against the mezzucci and brutality of Wes (Scott Glenn), meanwhile, fregherà his wife in an attempt to subject and take in Mexico. The love between Bud and Sissy through a phase of betrayal, and almost divorce. Bud is placed with one of the city, the daughter of an oil magnate with a fixed sexual cow for the boy. His father, for her, is an example of a man too sweetened, with its sessions by the psychoanalyst, and prefers to attend suburban localacci to meet and go to bed real men, real cow boy. But his is only the manifestation of a bourgeois curiosity, and his love for Bud is infarcito of intellectual rhetoric. Will not last long. It autosmaschererà, having concealed a letter of apology to Sissy to keep his Bud, Bud the night that wins the rodeo, and Sissy is about to escape with Wes in Mexico, who try to rob dollars put up for grabs in the local cash. Bud and Sissy will meet – is supposed forever – and the bad, Wes, is placed. Western film to remember, even if the tone is that of slightly dramatic comedy, not SFOR, not exaggerating ever, and is accompanied by a soundtrack masterly. The portrait of un’America tender and quarrelsome, its values of love, hopelessly deluded that the American dream has always and still feasible.

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