NICOLA MISASI

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Si dedicò abbastanza precocemente all'attività letteraria, con pubblicazione da autodidatta di opere letterarie di poco conto. Nel 1880 si trasferì a Napoli, ed ebbe contatti con Matilde Serao, Edoardo Scarfoglio e Salvatore di Giacomo. Nel 1881 pubblicò la raccolta di novelle Racconti Calabresi, delle novelle di ispirazione verghiana che conservano tuttavia, per la ricerca eccessiva di effetti patetici e di colore locale, i toni romantici della letteratura della prima metà dell'Ottocento. Nel 1882 si recò a Roma, su invito dell'editore Angelo Sommaruga e collaborò alle riviste "Cronaca bizantina" e il Fanfulla della Domenica, entrando in contatto con Carducci, D'Annunzio, Fogazzaro, Capuana e Verga. L'anno successivo pubblicò la raccolta di novelle In Magna Sila, e il romanzo Marito e sacerdote. Nel 1884 iniziò la carriera di insegnante di lettere in licei della Calabria, dapprima a Monteleone, e dal 1892 a Cosenza. Iniziò una imponente attività pubblicistica, pubblicando romanzi e racconti a puntate, resoconti di viaggi e studi di carattere socio-economico e storico sulla Calabria. Dal 1915 si ritirò in un piccolo paese, San Fili. (Wikipedia)

NICOLA MISASI

recensione apparsa sul quattordicinale Benevento diretto da Achille Biele

Nicola Misasi (Cosenza, 1850 – Roma, 1923), fu scrittore di passioni e vicende calabresi molto prolifico, perché compose ben 50 romanzi e 200 racconti.

Storie soprattutto di briganti, le sue, la cui tecnica si rifà alle storie d’appendice.

Scrittore di grande capacità espressiva, Misasi lo ricordiamo ancora oggi per la sua vitalità, il suo impegno storico e sociale.

Il suo valore storico documentario è innegabile ancora oggi, nel descrivere fatti e personaggi presi dal vero vivere quotidiano, nel contesto delle loro campagne, delle loro vite spese nella fatica e nell’amarezza. Accenti poetici e crudi fatti di vita si alternano nella sua prosa, sempre avvincente.

Fra le sue Opere più famose, ricordiamo:

–         “Racconti calabresi”, 1881;

–         “In Magna Sila” , 1883

–         “Badia di Montenero”, 1902

©, 2004

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