PIU’ DIRITTI PER GLI ANIMALI, PIU’ DIRITTI PER L’UOMO

0

PIU’ DIRITTI PER GLI ANIMALI, PIU’ DIRITTI PER L’UOMO

Una sana alimentazione fa bene alla salute, anche del pianeta

Se l’essere umano ha il diritto di alimentarsi correttamente, gli animali hanno il diritto di essere allevati secondo norme che ne salvaguardino la salute, in tutto il percorso che va dalla loro nascita in allevamento all’uccisione per scopi alimentari. Ci si potrebbe chiedere quale sia la necessità di dare più diritti alla salute a una classe di “bestie” che nascono allo scopo di essere poi uccise per finire nelle Nostre pance. La necessità risiede in un ragionamento del tutto egoistico per l’uomo, perché animali allevati in condizioni estreme e poco igieniche, sviluppano malattie che si trasmettono a chi poi li mangia.

L’esempio più eclatante di questo processo di trasmissione del male, riguarda l’allevamento intensivo di maiali. Secondo TG1 Speciale dell’1 novembre 2009, vi sarebbe un nesso, messo in evidenza nel 2007 dalla FAO, tra allevamenti intensivi e sviluppo di virus suini e aviari. Il nuovo virus che ha generato la pandemia AH1N1 sarebbe da mettere in correlazione con le pessime condizioni igieniche degli allevamenti intensivi.

Dalla natura sembra giungerci un monito: mangiare carne è rischioso. Non solo per la salute individuale, ma anche per quella del pianeta. La quantità di carne giornaliera che sfama tutti gli esseri umani del mondo occidentale, richiede allevamenti intensivi che hanno un forte impatto sul sistema terrestre, e che comportano un suo progressivo depauperamento. Sul pianeta Terra si produce una quantità di carne che sfama solo una piccola parte della popolazione mondiale, a detrimento delle condizioni ambientali di tutto il pianeta. Il Nostro pianeta sta affrontando una emergenza cibo che solo la modificazione dello stile alimentare nei paesi occidentali potrà volgere verso esiti positivi nei prossimi anni. Quindi, sarebbe il caso di introdurre cibi alternativi alla carne, favorendo verdure e legumi. Nella speranza di poter giungere, nel tempo, a una meno pressante richiesta di carne, la qual cosa ci permetterà – o permetterà alle generazioni future – di poter ancora godere di una bistecca, di un hamburger, di un pollo, non più provenienti da allevamenti intensivi, bensì da carni di animali allevati secondo criteri sani e naturali, senza il rischio di ammalarsi, o di essere travolti da una pandemia.

 

©, 2009

Please follow and like us:
error0

Leggi o lascia un commento (i commenti potrebbero contenere alcuni collegamenti esterni il cui contenuto informazioneecultura.it ha verificato solo al momento del loro inserimento; informazioneecultura.it non garantisce in alcun modo sulla qualità di tali collegamenti, qualora il loro contenuto fosse modificato in seguito)

Commenta
Inserisci il tuo nome