Ugo Zovetti la memoria fotografica di Milano

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Ugo Zovetti la memoria fotografica di Milano
Nato a Curzola in Dalmazia nel 1879, tra il 1901 e il 1909 si forma a Vienna frequentandone la Kunstgewerbeschule (Scuola di arti applicate che, nel 1867, era stata annessa all'Österreichisches Museum für Kunst und Industrie, il museo viennese creato sul modello del londinese Museum of Ornamental Art, che più tardi a sua volta sarebbe divenuto il Victoria and Albert Museum). (Wikipedia)

Ugo Zovetti la memoria fotografica di Milano

Ugo Zovetti

Metamorfosi di una città

Milano 1958 – 2008

 

“La fotografia è molto più di quello che la parola dice, è un’identificazione con la realtà, con il prossimo, con le persone”. Così Ugo Zovetti (Curzola, 1916) nell’intervista in Catalogo di Enrica Viganò, curatrice della bella mostra al Centro Culturale di Milano. Cinquanta stampe originali scelte nel ricchissimo archivio del fotografo raccontano i mutamenti delle persone e della città di Milano dal dopoguerra a oggi. Della gente Zovetti cerca lo stato d’animo, il pensiero nell’espressione spontanea di un volto. E’ sempre la persona a popolare il paesaggio urbano in trasformazione, la presenza che commuove l’artista, la cui creazione secondo il fotografo è sempre un atto di amore. Zovetti, ufficiale di marina, è fotografo autodidatta, per passione. La sua è fotografia d’autore, dunque totalmente libera nelle scelte. Non condizionata da alcun obbligo di committenza, rende conto esclusivamente a una poetica personale fatta di umanità, di rigore, di sperimentazione. Ha imparato tutto da solo, con la Rolleiflex 6×6 che ancora utilizza per cogliere momenti autentici di vita della città. La sensibilità artistica è di famiglia. Così il fotografo concepisce il proprio lavoro come una creazione interpretativa della realtà, che non può scindere la stampa dal negativo. E’ in camera oscura, nel processo di stampa che si comprendono i contrasti, le inquadrature. “E tutto questo – come per la maggior parte dei fotoamatori dei miei tempi – si svolgeva nell’unico bagno di casa” dice Zovetti, che tuttora stampa da sé un nitido bianco e nero di grande formato. Foto nate nel solco della tradizione realista che documentano la verità ispiratrice del Neorealismo. Facce segnate dalla fatica piene di dignità, dallo sguardo grave e diretto, che vediamo estranee, lontanissime. Un Venditore di pere cotte, Muratore e garzone all’ora del Te Deum, Gli sfaccendati in Piazza Duomo, “camera di posa” che registra il segno dei tempi. Nelle periferie del boom invece ci pare quasi di riconoscere i nostri genitori in una Passeggiata domenicale al Monte Stella. Ci si stringe il cuore.

Oggi il fotografo sente ancora l’esigenza di osservare la vita, di confrontarsi con i giovani e la loro contestazione, i ragazzi sui muri graffiti del centro sociale Bulk. Ci andrebbe ancora se non fosse stato chiuso tre anni fa. Ugo Zovetti è fotografo apprezzato a livello internazionale fin dagli esordi. Exellence FIAP dal 1958, animatore del Gruppo fotografico del Naviglio, collaboratore della rivista Magnum di Colonia. Le sue foto dei rottami del Monte Stella elevati a soggetto estetico, un’idea a suo tempo provocatoria, hanno ricevuto riconoscimento in volume nel 1997. Le sue immagini ci restituiscono la consapevolezza del recente passato troppo in fretta rimosso e del divenire attuale di una metropoli. Sempre seguendo l’impulso della passione.

Ugo Zovetti la memoria fotografica di Milano

Ugo Zovetti

Metamorfosi di una città

Milano 1958 – 2008 

Centro Culturale di Milano, Via Zebedia, 2 – Milano

22 ottobre 2008 – 10 gennaio 2009

Catalogo a cura di Enrica Viganò

Quaderni CMC, 2008

 

 ©, 2008

 

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