MARIO SIRONI – natura, mito, poesia

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MARIO SIRONI

“natura, mito, poesia”

a cura di Mariastella Margozzi

Aosta, Museo Archeologico Regionale, 16 giugno 2006 – 24 settembre 2006

catalogo: Silvana Editoriale, 2006

Natura, mito, poesia, sono le direttrici su cui si è svolta la ricerca che sta alla base dell’allestimento e cura di una mostra che vede esposte oltre 130 opere di Sironi tra olii, tempere e disegni.

Il percorso di un artista che ha segnato tappe significative dell’arte del ‘900 italiano, amico di Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Gino Severini, che ha abbracciato il Movimento Futurista, ha proseguito poi lungo la via maestra della Metafisica, sino a sfociare in quel lirismo urbano che ha poi successivamente connotato il resto della sua Arte, è qui rappresentato con notevole spessore e respiro, con rilievo soprattutto al periodo tra le due guerre, di cui Sironi è stato interprete culturale a tutto campo.

Il classicismo di Sironi è misto di idee costruttiviste e cubiste, è pregno di cultura moderna ma mai dimentico delle sue origini mediterranee. Paolo Baldacci, così si esprimeva vent’anni fa in un suo scritto dedicato a Sironi:  

“(…) ferrigno e ipogèo come un etrusco intriso di espressionismo, costruttivo e semplificatore come un romano passato alla scuola cubista, dotato di un sentimento tragico e pessimista della natura come un animale preistorico nutrito di filosofia moderna, Sironi coglie l’aspetto eterno delle cose che tocca (…)”.

Di notevole interesse l’accento dato dalla mostra al periodo metafisico, ma anche di enorme bellezza le vedute di montagne e alpeggi cui forse non siamo abituati, in quanto ricordiamo Sironi più che altro per le sue vedute delle periferie urbane. Visione dell’Uomo tragica, accesa polemica verso le ideologie oppressive, sembrano essere le impellenze che agitano, tra le altre cose, il pennello di Sironi, che però non si scompone in grida e urla scriteriati, ma dà voce a una lirica del pessimismo, a un accorato Canto del Cigno della Civiltà Moderna, con la compostezza e la dignità, nonché il rigore, dei classici. 

 

©, 2007

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