Dougal Haston – Verso l’alto

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Nato in un sobborgo di Edimburgo, inizia ad arrampicare da adolescente, segnalandosi già allora per esuberanza e comportamenti anticonvenzionali. A sedici anni entra nel Junior Mountaineering Club of Scotland. Frequenta la facoltà di filosofia all'università di Edimburgo, senza laurearsi. Le sue prime realizzazioni sono sulle montagne scozzesi, che presentano dislivelli limitati ma difficoltà alte, specialmente in inverno. Nel settembre del 1959 con l'amico Robin Smith, che morirà pochi anni dopo in Pamir, apre The Bat sul Carn Dearg Buttress del Ben Nevis. Nello stesso anno con un gruppo di amici si era recato nella stagione estiva in Dolomiti a compiere diverse ripetizioni di valore per l'epoca. La direttissima sull'Eiger Nel 1964 si trasferisce a Leysin, in Svizzera, dove collabora con John Harlin, direttore dell'International School of Mountaineering. Con l'amico e Layton Kor affronta nell'inverno 1965-66 l'impresa che lo porta alla notorietà alpinistica: la direttissima all'Eiger, impresa difficilissima per i tempi, tentata già da diverse cordate (tra le quali, nel 1964, una composta dallo stesso Harlin, Ignazio Piussi, Roberto Sorgato, René Desmaison e Bertrand). I progressi lungo la parete costano parecchi tentativi, protrattisi per settimane a partire dagli inizi di febbraio, in contemporanea con quelli di una cordata tedesca su una linea diversa. In uno di questi Harlin muore causa la rottura di una corda di risalita. Dopo l'incidente, le due cordate decidono di unirsi. La cima è raggiunta il 25 marzo 1966 da una cordata mista guidata da Haston, in condizioni meteorologiche estreme che costano l'amputazione di diverse dita dei piedi ai tedeschi, mentre Haston e Bonington (che aveva partecipato ad alcuni fasi della salita, perlopiù come fotografo) vengono trattati in camera iperbarica a Londra e non subiscono danni. La via verrà liberata solo nel 2010. Nel 1967 diventa a sua volta Direttore dell'International School of Mountaineering, posizione che mantenne fino alla sua morte. (Wikipedia)

Dougal Haston

“Verso l’alto”

Dall’Oglio, 1978

Vasta autobiografia alpinistica e umana, libro di formazione, di uno fra i più grandi alpinisti che mai abbia avuto la Storia. Haston, in questo indimenticabile Volume, ci racconta in prima persona dei suoi inizi e delle sue imprese più grandi, fra le quali ricordiamo il Cerro Torre, la direttissima alla Nord dell’Eiger, l’Annapurna, il Mc Kinley, il Changabang e la Sud-Ovest dell’Everest. Ricordiamo i suoi compagni di cordata: Don Whilliams, John Harlin, Mick Burke e Doug Scott, solo per citare i più grandi, che hanno segnato l’epoca delle grandi ascensioni extraeuropee.

Haston_1st UK edition

Haston-Annapurna-BTS

Il racconto, che si dipana fra le roccette limitrofe a Edimburgo, le alture della Scozia in veste invernale, i ponti ferroviari della sua terra natale, le Alpi e le grandi vette extraeuropee, ci offre uno spaccato storico sull’alpinismo europeo sino alla metà degli Anni ’70 del secolo scorso. Quasi portati a termine gli studi di Filosofia, Haston li abbandona per scegliere totalmente la montagna; ma la sua preparazione umanistica, vasta e profonda, si coglie fra le pieghe di questo libro, nel quale possiamo respirare non solo l’aria tersa dell’alta quota, ma anche quella sottile, dispersa, rarefatta dei ragionamenti, delle riflessioni di un uomo che si interroga sulla vita e sulla montagna. E’ un libro che non si può dimenticare facilmente, quello che ci ha regalato Haston, prima di morire prematuramente,  a soli 37 anni, sulle montagne di Zermatt travolto da una valanga. Haston ha attraversato l’alpinismo del ‘900 come una brillante stella cometa, ha lasciato il suo segno profondo, con imprese di grandissimo rilievo, e ci ha lasciati, forse avendo ancora molto da dire e da fare. Leggiamo dunque il suo libro, invito alla montagna, ma non solo, all’amore per la sfida, per l’estremo, esportabili in qualsiasi altro settore dell’agire umano, visti come barriere da superare in vista di una conquista assoluta, di una continua, e sempre inappagata, ricerca di miglioramento di noi stessi.

©, 2003

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