Riusciranno i “vecchi” del quotidiano di Mattei a far collocare da qualche parte una targa?

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Attraverso Il Giorno, Mattei preparò il terreno all'avventura trans-mediterranea, insinuandovi gradatamente sempre più ampi e decisi cenni all'apertura verso i paesi africani e del Medio Oriente, coi quali solidarizzava per l'eventuale passato coloniale e ai quali apriva una porta (senza precedenti) per rapporti paritari, riconoscendo loro rango e dignità di stati "veri", non più di entità di seconda categoria. Enrico Mattei (Acqualagna, 29 aprile 1906 – Bascapè, 27 ottobre 1962) è stato un imprenditore, partigiano, politico e dirigente pubblico italiano. Figlio del brigadiere Antonio Mattei, fondò una piccola azienda chimica. Durante la seconda guerra mondiale prese parte alla Resistenza, divenendone una figura di primo piano e rappresentandone la componente "bianca" in seno al CLNAI. Nel 1945 fu nominato commissario liquidatore dell'AGIP. Disattendendo il mandato, egli ne fece, invece, una multinazionale del petrolio (dal 1952 ENI), protagonista del miracolo economico postbellico. Mattei fece dell'ENI anche un centro d'influenza politica, attraverso la proprietà di media quali il quotidiano Il Giorno e finanziamenti ai partiti. Sempre vicino alla sinistra democristiana, morì nel 1962 in un misterioso incidente occorso al suo aereo personale, nei pressi di Bascapè. Nel 2012 una sentenza di un processo collegato, quella sulla scomparsa del giornalista Mauro De Mauro che indagava sul fatto, ha riconosciuto ufficialmente che Mattei fu vittima di un attentato. (Wikipedia).

MILANO – Una targa per ricordare IL GIORNO in via Fava.
5.6.2016 – La Cronaca di Milano del Corriere della Sera, pagina 4, dedica oggi un ampio servizio al riutilizzo dell’area dove ancora sorge la vecchia sede del Giorno di via Fava. Vi saranno costruiti un grattacielo di 16 piani (“bosco verticale”) e un edificio di 11 piani. Riusciranno i “vecchi” del quotidiano di Mattei a far collocare da qualche parte una targa che ricordi la presenza del più bel quotidiano del secondo dopoguerra? Buona domenica, Franco Abruzzo (fabruzzo39@yahoo.it – cell 3461454018)

 

 

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