CRONACA DI UN LITIGIO ANNUNCIATO – racconto

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Jan Van Eyck (Maaseik, 1390 – Bruges, 1441), Ritratto dei coniugi Arnolfini

CRONACA DI UN LITIGIO ANNUNCIATO

Afosa giornata di agosto. I 34 gradi esterni fanno desiderare di incrociare per caso l’iceberg del Titanic.

Aver portato in dono un pacchetto di tabacco non mi esime dalla strigliata epocale: “Togliti dalla testa l’errata convinzione che scrivere sia facile. Non ha alcunché di romantico. Balzac scriveva per necessità, era un proletario, i romantici erano dei nobili, e per di più fannulloni. Tu sei di estrazione proletaria. Non avevi ancora re…alizzato che scrivere fosse una fatica? Se stai lì ad aspettare l’ispirazione è sicuro che scriverai un sacco di cazzate, ma quando avrai capito che scrivere è un impegno, e arriverà l’ispirazione, sarai in grado di padroneggiarla e solo allora scriverai cose magnifiche… Quando sali su quella sedia (nda: la sedia presidenziale, finora riservata solo al Vero Scrittore) devi aspirare ad avere un culo quadro e scrivere, scrivere, scrivere…”

Scendo dalla nuvola di sogno, quella su cui ho finora veleggiato, convinta che bastassero una penna d’oca, un foglio di pergamena e la flebile luce di una candela a creare il capolavoro del secolo. L’Ipse dixit continua imperturbato, nemmeno l’umidità e la scarsità di aria respirabile riescono a placare il dittatoriale amico/Maestro/pigmalione/altro di importante, che mi scruta dal divano, con aria convinta: “La vita è già dura. Se uno poi fa lo scrittore la si complica ancora di più. E salva ogni tanto il documento, che se c’è l’ennesimo black-out va tutto a farsi benedire…”

Non posso non ascoltare quello che dice, e soprattutto come lo dice. Reduce dalla lettura del cosiddetto “Romanzone”, che gli è costato anni di fatica, sono rimasta estasiata e colpita dalla pienezza di cotanta Opera, e non riesco a mascherare la stima ed il rispetto che nutro per quello che ha messo sulla carta. Anche se vorrei dargli un cazzotto sui denti. Perché ha ragione. E perché avrei potuto arrivarci da sola.

“L’umore va meglio adesso, mi è passato.” Fa per avvicinarsi a scrutare quello che ho scritto. Lo caccio in malo modo. Se riesco lo pubblicherò prima che se ne accorga. Il post che seguirà su facebook sarà “Cercasi pazienza. Per Autore di innegabile talento, ma che ricorda spesso un noto dittatore coreano”.

©, 2016

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