AMICIZIA – elzeviro

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Thomas Jones, Paesaggio con vista sul fiume Wye, 1772 circa, Denver Art Museum

AMICIZIA

 

Mi chiedo cosa sia l’Amicizia. E’ quell’andare insieme, per monti e per mari, uniti i un unico destino. Se uno cede, o manca, o tradisce, ne risente anche l’altro. E’ il non essere soli, è l’essere l’uno per l’altro, è un atto di responsabilità. Inoltre, due amici sono uniti dall’onestà. Unioni basate sulla disonestà, non sono Amicizia, ma complicità in atti moralmente condannabili. Gli amici sanno di essere impegnati in una scalata. Sanno essere responsabili l’uno verso l’altro. Sanno che la propria irresponsabilità, ricadrebbe anche su di sé. Due amici, sanno camminare allo stesso passo.

E tutto questo, vale ancora di più, per due amanti.

Faceva queste considerazioni, quando, camminando per la propria città, si accorse di guardare di nuovo il cielo. Era tanto tempo, forse anni, che non lo faceva. E il cielo gli sembrava un bellissimo dipinto, pieno di nervature marmoree, azzurre, che si insinuavano fra le pennellate più rosse del tramonto, contro i nuovi grattacieli di vetro, che parevano una vampata di fuoco.

Gli anni trascorsi a guardare il cielo, e la laguna veneta, in gioventù, erano lontani. Tanti inverni erano trascorsi. Ormai, aveva due pennellate bianche ai lati delle tempie. Tuttavia, si sentiva giovane, pieno di voglia di vivere. L’inverno, pur gelido, non era riuscito a ghiacciare il suo cuore.

Portava nell’album dei ricordi i volti, le serate, le voci di tanti vecchi amici, andati persi nei rivoli del tempo. Era anche sicuro che, come lui li pensava, anch’essi pensavano a lui. Chissà, la vita è piena di vicoli ciechi, ma anche di svolte improvvise. Chissà …

E quel cielo, ormai, s’era fatto notturno, con una striatura rossa molto bassa, appena sopra la linea dei cornicioni, sotto la quale il sole stava annegando un’altra volta. Il buio prese il posto del giorno, e i fari delle auto iniziarono a chiazzare le strade, che intanto s’erano bagnate di un velo di pioggia. Ombre, persone con l’ombrello, o sotto il cappuccio, scivolavano lui a lato. Si sentiva solo, ma non tanto da non poter considerare l’amicizia, nei suoi riguardi, di quel cielo magnifico, sopra la sua testa.

©, 2013

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