NIVEN GOVINDEN – NOI SIAMO I NUOVI ROMANTICI

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NIVEN GOVINDEN

“NOI SIAMO I NUOVI ROMANTICI”

Newton & Compton, 2004

 

Perché collocare in “Tesori sepolti” tale Opera? E’ veramente un “tesoro”? e non sarebbe meglio rimanesse “sepolto”? Forse non del tutto. Ha delle qualità, che un lettore che non si faccia annoiare dalle prime pagine, può via via scoprire.

Per essere stato pubblicato nel 2004 (in edizione italiana) sembra appartenere a stili ormai datati, a quello di una Mary Gaitskill primi Anni ’90 di “Cattiva Condotta”, linguaggio minimale e deliberatamente volgare (a quei tempi faceva ancora effetto, Bret Easton Ellis ci aveva appena sconvolti – altra levatura, però! – con “American Psycho”), ma nel 2004 certe deliberate volgarità non dovevano già più sconvolgere, ma tutt’al più far sorridere. O sembrare retoriche.

Già, parliamo di retorica: la retorica delle fellatio fatte sotto i tavolini dei bar, dei pompini della Gaitskill fatti nelle prime dark room dove serpeggiava lo spettro dell’Aids. Di una Apocalissi chimica, alcolica, psicotica, piena di amnesie, di “Tokyo non ci vuole più bene”, di Ray Loriga, Autori che hanno declamato la gratuità del male, ma anche la sua fatuità.

 

Niven Govinden, con evidente sforzo, ci racconta una storia che fa tenerezza per il suo disperato intento di essere sincera, sino al parossismo che la rende ridicola, paradossalmente goffa nell’eccessiva disinvoltura linguistica.

Forse questo libro doveva uscire negli Anni’90, forse invece ha avuto il pregio (e per questo va in “Tesori sepolti”) di uscire a scoppio ritardato…

 NB: la sezione “TESORI SEPOLTI” era una vecchia sezione storica di ideabiografica.com ancora nella sua vecchia versione html (N.d.A.)

©, 2010

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Niven Govinden

“WE ARE THE NEW ROMANTICS”

novel

pp. 222

Newton & Compton, 2004

Why put in “buried treasure” that work? It ‘s really a “treasure”? and it would be better to remain “buried”? Perhaps not quite. Has qualities that a reader who does not face bore from the first pages, it can gradually discover.

To be published in 2004 (Italian edition) seems to belong to outdated styles, that of a Mary Gaitskill early ’90s of “Misconduct” minimal and deliberately vulgar language (in those days was still acting, Bret Easton Ellis There was just shocked – another caliber, though! – with “American Psycho”), but in 2004 some deliberate vulgarity already had more upset, but at most to smile. O seem rhetorical.

Yeah, we talk about rhetoric: the rhetoric of fellatio made under the tables of the bar, blowing one of Gaitskill made in the first dark room where the specter of AIDS wound. Apocalypses of a chemical, alcoholic, psychotic, full of amnesia, “Tokyo does not take more than good,” Ray Lorimer, who recited the authors free of evil, but also its fatuity.

Niven Govinden, with obvious effort, tells a story that tenderness for his desperate attempt to be honest, until the climax that makes it ridiculous, paradoxically awkward language in the excessive ease.

Perhaps this book would come out in the 90s, or perhaps had the advantage (and this goes for “buried treasure”) to burst out late …

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