Luciano Làdavas – L’ESILIO DEI SOGNI – memorie – mare

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Romanzo di Luciano Làdavas “IL MARE IL SENO IL SASSO E IL CAPOTRENO” Ed. Mursia, 2017 PRESENTAZIONE: LIBRERIA DEL MARE – VIA BROLETTO, 28 (angolo Via dei Bossi) – MILANO

Luciano Làdavas

“L’ESILIO DEI SOGNI”

memorie

Mursia, 2007

Il sogno, il sognare, quale espressione del processo di simbolizzazione, sembra essere la cifra di questo lungo racconto, che riporta alla memoria pezzi e anche pezzettini di vita passata, passata in gran parte in mare, in una ricostruzione che, talora, se ne infischia della costruzione consequenziale degli eventi, e così va a ritroso, per poi fare lunghi salti in avanti, in una caotica ricerca del tempo perduto, proustianamente vissuto. Cito Proust a ragion veduta, in quanto credo la sua lettura non sia sfuggita a Luciano Làdavas, che dalle sue pagine traspare essere un grande conoscitore, e amante, della lingua e della cultura francesi. Mi è difficile, nel caso del suo libro, parlare di romanzo; preferisco considerarlo un diario postumo, un Journal, o meglio, libro di bordo, scritto con quella incisività che di letterario – se vogliamo – ha dei brevi respiri, a volte anche molto alti, come in certe riflessioni sull’esistenza, sulla morte (del padre), sui filosofi, sull’amore e il sesso, ma che cade talora di tono con frasi didascaliche, affermazioni stentoree che danno la percezione di una narrazione che si inceppa, che non va oltre l’immediato tono polemico, per prendere, come si dice, il largo. Sembrerà strano, ma in questo libro (di mare?) il mare c’entra ben poco; mi spiego: non è un libro tecnico, che racconti di mirabolanti avventure veliche e eroici naufragi, di notti di tempesta abilmente superate e di vele sempre ben cazzate. No. E’ invece un racconto dal tono a tratti struggente, scritto da un marinaio di città, ex studente di Architettura, che abbandona la vita e la carriera in terraferma, per solcare i mari. E così, ancora, non ho detto niente. Làdavas abbandona la città, ma sarà sempre un marinaio cittadino – quando sarà per mare – e un cittadino marinaio – quando lo troviamo intrappolato lungo i marciapiedi di Milano. Sia in mare, sia in città, il personaggio Lussianò è credibile, e questo fa pensare a una sua perenne, tragica, mesta scissione tra i suoi due grandi cuori: la città e il mare.

Al timone di Pen Duick III

Le pagine cittadine di Làdavas sono fra le più belle di questo libro, le più letterariamente scritte, nelle quali cogliamo appieno la sensibilità di questo uomo che ama il mare, tanto quanto le donne, la musica, l’arte. Il Làdavas marinaresco, invece, alle prese con vele e boline, ci appare più freddo, distaccato, a volte nervoso, privo di quel languore di terraferma che ci piace ritrovare quando finalmente sbarca da una delle sue navigazioni. Ma noi sappiamo anche, però, che il languore del Làdavas coi piedi a terra, non avrebbe ragion d’essere se lo stesso Làdavas non avesse un cuore marinaresco, se – parlandoci della città – non avesse nostalgia del mare. In questo senso, forse proprio in questo senso “L’esilio dei sogni” è un libro pienamente e riuscitamente di mare. Nelle poesie d’amore, raramente viene fatto il nome della donna amata. Così, in un libro di mare, sarebbe dannatamente scontato ritrovarsi il personaggio ardimentoso, impegnato in serrate e continue navigazioni agli estremi dell’umano. Umano, è da dire, è il personaggio Làdavas, anzi, l’uomo Làdavas, che non si nasconde dallo sguardo dei lettori, e parla liberamente di tutti i suoi travagli, delle sue debolezze, delle sue nevrosi (cittadine).

Il mare, se vogliamo, è tanto più bello quanto più è immaginato nella sua assenza. Ma forse non solo il mare. Siamo esseri umani, siamo esseri simbolizzanti. Nel momento in cui sogniamo, stiamo simbolizzando di qualcosa che è altrove, o addirittura è perduto. Ma la scrittura, da svegli, ci ridona l’oggetto del nostro amore, in una chiave modificata, poetica. Forse questa è la cosiddetta Arte.

©, 2008

WWW.LUCIANOLADAVAS.IT

Romanzo di Luciano Làdavas “IL MARE IL SENO IL SASSO E IL CAPOTRENO” Ed. Mursia, 2017 PRESENTAZIONE: LIBRERIA DEL MARE – VIA BROLETTO, 28 (angolo Via dei Bossi) – MILANO

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LUCIANO Làdavas

“L’EXIL DE RÊVES”

mémoires

Mursia 2007

Le rêve, le rêve, comme une expression du processus de symbolisation, semble être la marque de cette longue histoire, qui apporte aux morceaux de mémoire et même des morceaux de vie passée, a passé la plupart du temps en mer, dans une reconstruction qui, parfois, il soins sur les événements que pourraient entraîner la construction, et ainsi va vers l’arrière, puis faire de longs bonds en avant, dans une recherche chaotique pour le temps perdu, proustianamente vécu. Je cite Proust à dessein, parce que je pense que sa lecture ne soit pas perdu sur Luciano Ladavas, qui brille de ses pages un grand connaisseur et amoureux de la langue française et la culture française. Je trouve qu’il est difficile, dans le cas de son livre, parler du roman; Je préfère considérer un journal posthume, un journal, ou plutôt, le conseil livre, écrit avec cette incisiveness que littéraire – si vous voulez – a respirations courtes, parfois très élevés, comme dans certaines réflexions sur l’existence, la mort (la père), les philosophes, l’amour et le sexe, mais tombe souvent le ton avec des phrases parfois, des déclarations de stentor didactiques qui donnent la perception d’un récit qui se coince, ne va pas au-delà du ton polémique immédiat, de prendre comme il est dit, la profondeur. Curieusement, dans ce livre (? mer) la mer a très peu à faire; Je veux dire: il est pas un livre technique, qui raconte des aventures étonnantes de voile épaves et héroïque, des nuits orageuses habilement surmontées et voile toujours bien la merde. Non, il ‘plutôt une histoire de ton traits poignants, écrits par une ville de marin, ancien étudiant en architecture qui abandonne sa vie et sa carrière sur le continent, à naviguer les mers. Et donc, encore une fois, je ne dis rien. Ladavas quitter la ville, mais sera toujours un marin citoyen – quand il sera par la mer – et un marin citoyen – quand nous trouvons piégés le long des trottoirs de Milan. Que ce soit en mer ou dans la ville, le caractère Lussianò est crédible, ce qui suggère sa vivace, tragique, triste scission entre ses deux grands cœurs: la ville et la mer.

Les pages de la ville Ladavas sont parmi les plus belles de ce livre, le plus écrit littérairement, dans laquelle saisir pleinement la sensibilité de cet homme qui aime la mer, autant que les femmes, la musique, l’art. Le marin Ladavas, cependant, aux prises avec des voiles au vent, il apparaît plus froid, distant, parfois nerveux, manquant de cette langueur du continent que nous aimons à trouver quand ils ont finalement débarqué d’un de ses voyages. Mais nous savons aussi, cependant, que la langueur de Ladavas avec ses pieds sur le sol, il n’a aucune raison d’exister si Ladavas avait lui-même pas le cœur d’un marin, bien – parler à la ville – avait pas la nostalgie de la mer. En ce sens, peut-être dans ce sens “Exile of Dreams” est un livre et entièrement riuscitamente mer. Dans les poèmes d’amour, rarement elle a mentionné le nom de sa bien-aimée. Donc, dans un livre de la mer, il serait sacrément rencontre accordé le caractère courageux, engagé dans les traversées étanches et continues aux extrêmes humaines. Humain, il faut le dire, est le Ladavas Character, ou plutôt, l’homme Ladavas, qui ne cache pas les yeux des lecteurs, et parle librement de tous ses déboires, ses faiblesses, ses névroses (ville).

La mer, si vous voulez, est d’autant plus belle qu’elle est imaginée en son absence. Mais peut-être pas seulement la mer. Nous sommes des êtres humains, nous sommes symbolisant les êtres. Au moment où nous rêvons, nous sommes symbolisant quelque chose qui est ailleurs, ou même se perd. Mais l’écriture, éveillé, nous restitue l’objet de notre amour, dans une clé modifiée, poétique. Peut-être cela est l’art soi-disant.

©, 2008

traduction automatique

 

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