ANDREA VITALI – DOPO LUNGA E PENOSA MALATTIA

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Andrea Vitali (Bellano, 5 febbraio 1956) è uno scrittore e medico italiano. Figlio di Edvige ed Antonio Vitali, entrambi impiegati comunali, è nato e cresciuto a Bellano, sulla sponda orientale (quella "lecchese") del lago di Como, primo di sei fratelli. La madre Edvige muore quando Vitali ha diciassette anni ed il padre è aiutato nella cura dei figli dalle tre sorelle. Dopo aver frequentato quello che lui stesso definisce «il severissimo liceo Manzoni» di Lecco, rinuncia alle sue inclinazioni verso il giornalismo e, per soddisfare le aspirazioni paterne, si laurea in medicina all'Università Statale di Milano nel 1982. Sposato con Manuela, da cui ha avuto il figlio Domenico. Vive da sempre nel suo paese natale e, nonostante dichiarazioni rilasciate nel 2008, abbandona la professione medica nel 2014 per dedicarsi alla scrittura. È tifoso del Como. (Wikipedia)

ANDREA VITALI

“DOPO LUNGA E PENOSA MALATTIA”

romanzo

Garzanti, 2008

Una pioggia fitta, battente, quasi ininterrotta. Il sibilare continuo, sferzante del vento. Rari squarci di luce, violenta, cattiva. Il tempo di una settimana di novembre. E’ la natura autunnale del lago, malinconica e inospitale, complice del male incombente. Natura protagonista, insieme al dottor Carlo Lonati, del primo noir di Andrea Vitali (premio Boccaccio 2008), che  tratteggia e muove con l’ormai consueta abilità personaggi tagliati a misura dei luoghi reali, questa volta tra Bellano e Dongo, fra il Bar Roma e la Trattoria dell’Oria, psicologicamente sfaccettati in brevi, precisi dettagli.

Dopo lunga e penosa malattia, incipit dell’annuncio funebre per Luciano Galimberti, notaio, 68 anni, deceduto per “infarto miocardio”, è la nota stonata decisiva che spinge il medico, suo malgrado, a indagare. Forse perché al morto è profondamente legato da tratti di un simile destino, i giovanili goliardici bagordi e soprattutto la sofferenza d’angina, quel ragno latente pronto a diramare le dolorose zampe nel cuore della sua vittima.

La narrazione scorre rapida, di traccia in traccia, quasi spinta dalle raffiche di vento freddo, veleno per i malati di cuore, come l’eccesso di cibo, le fritture, il caffè, il fumo. La verità viene a galla. Ai suoi segnali rispondono le domande spontanee di un medico forse troppo sensibile, perché in fondo trovare la verità significa sfidare le proprie paure più profonde, l’età, la malattia.

 

©, 2009

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