L’ALLEGRIA TRAGICA DI “ALLEGRIA” – Considerazioni su “Introduzione al mondo” di Idolo Hoxhvogli

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L’ALLEGRIA TRAGICA DI “ALLEGRIA”

 

Considerazioni su “Introduzione al mondo” di Idolo Hoxhvogli

 

Idolo Hoxhvogli ha costruito un’architettura – una metafora –  del mondo in cui viviamo, secondo uno stile narrativo, che, per fortuna! non è assolutamente romanzesco. A mio avviso, ormai, nel decadente, stanco, frusto 2012, il romanzo è una pratica intellettualmente proletaria, destinata a un pubblico intellettualmente poco sveglio. Il romanzo, è diventato impraticabile. Il romanzo, è diventato inutile. Utile, sì!! solo al decadente, frusto, disonesto mercato editoriale, e ai suoi frusti, intellettualmente proletari, poco svegli, utilizzatori!

 

Scrivere romanzi è diventata una pratica poco qualificante. Tanti “romanzieri”, tanti prodotti, ce lo dimostrano, oggi.

 

Idolo Hoxhvogli, ci parla telegraficamente, in quello che potrebbe essere definito un elzeviro del nuovo millennio. Una scrittura non piacevole, ma necessaria.

 

Un libro che non si legge, tanto per passare  il tempo, tanto per occupare il tempo tra  una fermata  e l’altra in metrò. No! Un libro, che si studia. Che è assolutamente necessario, studiare.

 

La Cabbalah si legge in metrò? I testi massonici, si leggono sul cesso?

 

C’è della Cabbalah, in questo “Introduzione al mondo” di Idolo Hoxhvogli (ed. Scepsi & Mattana, 2011).

 

C’è dell’arte combinatoria. C’è un’armonia di fondo, numerica, ritmica, che ci fa capire, tragicamente, la disarmonia di un Paese, il Nostro, visto dagli occhi di un immigrato, giunto per mare, sbarcato su una spiaggia deserta, alla ricerca del pane, di cui vivere.

 

C’è lo spirito della fiaba, il gusto per l’allitterazione di un Edgar Hilsenrath ne “la fiaba dell’ultimo pensiero”, una voce che proviene dai millenni, dalle lontane sofferenze subite dai popoli orientali, alchemicamente convertita in finissima intelligenza e ironia. C’è il gusto per l ‘aforisma, che dice tutto in breve spazio, che ci parla in maniera diretta e imperiosa.

 

No, per fortuna, non è un romanzo!

 

Ci narra, questo scritto, di una città di Allegria, amministrata dal Sindaco Bunga, attraverso la diffusione di messaggi persuasivi con una rete di Altoparlanti. Che città sarà mai Allegria? Chi sarà mai il Sindaco Bunga? Cosa mai saranno gli Altoparlanti?

 

Ci sono anche i Guardoni, che rappresentano la cattiva politica, la politica di Bunga e di coloro che non hanno saputo opporsi a Bunga.

 

“I Guardoni non vedono di buon occhio il pensiero dell’Intellettuale Dissidente: nel momento in cui la differenza viene troppo pensata e sostenuta, si apre  lo spiraglio dello scontro tra le parti che si considerano tra loro diverse. Lo scopo dei Guardoni, è mettere li uni contro gli altri. Leggi infami sull’immigrazione sottolineano le differenze in una maniera sbagliata, che può fomentare lo scontro (…)” (Hoxhvogli).

Bisogna però stare in guardia anche “dai facili multiculturalismi: l’eccesso di differenziazione può diventare razzismo; ma l’entrata del diverso, ad esempio in Italia e in Europa, non deve diventare prepotente, fanatica e a-democratica” (Hoxhvogli).

 

Allegria è il disimpegno che ha portato alla distruzione morale dell’Italia, Allegria è la politica incapace di uscire dalla dimensione della propaganda, Allegria è l’atteggiamento di coloro che si rifiutano di fare una diagnosi seria del presente, Allegria è ciò che mette a tacere i problemi (…)” (Hoxhvogli).

 

I libri necessari non sempre mettono allegria. Ma comunicano un altro sentimento nel cuore, la gratitudine verso chi li ha scritti, verso chi ha avuto, soprattutto, il coraggio di scriverli.

 

©, 2012

 

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