Biografia

  • dal 6 ottobre 2017, la storica Rivista ideabiografica.com – fondata da Andrea Di Cesare nel 2001 – diventa

informazioneecultura.it

 

 

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DEDICA AL ROCK, COLONNA SONORA DI UNA VITA: HEY JOE & STRADE PERDUTE

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14 giugno 2018 – nella parte di Swann – “Scene dal tempo perduto di Marcel Proust” – Compagnia dell’Anello – regia di Paola Pellegrino – Palazzo Reale (Milano) – Premio Carlo Annoni.

GUARDA IL VIDEO SU YOUTUBE il video parte subito: regolare il volume.

con l’Amico Ariel Soulé

ancora incredulo dopo la riuscita della parte

con la regista e attrice Maria Teresa Audino

ultimi ritocchi al costume

dietro le quinte, prima di entrare in scena, insieme allo stilista Fabio Zingaro

con l’artista e performer Fem

 

Foto by Tuber Photo – © giugno 2018

con la regista e attrice Maria Teresa Audino

Foto di  Maria Teresa Audino – © giugno 2018

 

con Ariel Soulé, Barbara Barbati e Maria Teresa Audino

Foto di  Barbara Barbati – © giugno 2018

 

 

Romanzo di Luciano Làdavas

“IL MARE IL SENO IL SASSO E IL CAPOTRENO”

Ed. Mursia, 2017

PRESENTAZIONE: LIBRERIA DEL MARE – VIA BROLETTO, 28 (angolo Via dei Bossi) – MILANO – telefono: 02 86464426. Email: info@libreriadelmare.it

martedì 5 dicembre 2017 – ore 19,00

relatore: Andrea Di Cesare

 

GUARDA IL VIDEO DELLA PRESENTAZIONE il video parte subito: regolare il volume.

 

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Foto by Tuber Photo – © febbraio 2017

Foto by Tuber Photo – © febbraio 2017

 

Foto by Tuber Photo – © febbraio 2018

HEIMAT (Leggi il racconto)

 

Andrea Di Cesare nasce nel 1967 a Milano, dove tuttora vive e lavora con indefesso amore per la cultura non istituzionale, l’arte e la letteratura. Giornalista pubblicista, è autore di alcuni romanzi, tra cui “Reggae bang bang”, di prossima pubblicazione, saggi, tra cui “Vite da Ring”, in cui descrive dall’esterno il settario mondo del pugilato e brillanti commedie.
Trascorre i suoi anni giovanili tra lo studio intenso – ma ostico – di materie tecniche e la passione – profonda – per le scalate di grandi pareti alpine lombarde e svizzere, in quella remota parte delle Alpi Centrali che va sotto il nome di Masino-Bregaglia-Disgrazia (suo primo di cordata fu “l’indimenticabile amico e Maestro Dante Porta”).

Dante Porta – Bruno Morandin

Arrampicate in Grignetta

Bernard Amy

L’Alpinismo

Sul suo primo 3.000 – P.zzo Cassandra – luglio 1983 – alle sue spalle la Est seraccata del Disgrazia. (Sullo sfondo, nel riquadro in basso a destra, la Punta Kennedy). (Foto scattata con una vecchia Kodak Retinette – e pellicola Kodak Ektachrome 250 ASA):

Grigna in estate – tempera su tela – Dimensioni: circa 130 cm per lato – 2008 – Dipinto di Andrea Di Cesare – in basso a destra: 3 sculture in ferro battuto, eseguite da suo Nonno Vittorio Sebastiano Bianchini, a Morsano al Tagliamento, durante la Scuola Tecnica, nel 1928 – Tema: posizioni ginniche; più un Tema Libero: Uomo con Fiore avvolto dai serpenti (al centro). Spicca anche il dorso della copertina del Volume sulla Famiglia Castelbarco, scritto dal suo amico scomparso Gian Luigi Falabrino.



 

Folgorato in età giovanile dalla lettura dell’opera omnia di Giovanni Comisso, è spinto a trascorrere gran parte del suo tempo a Venezia, città in cui vive il suo primo ed ultimo amore romantico, e dove porta avanti con successo i suoi studi universitari. Grazie agli insegnamenti della compagna dell’epoca, inizia ad affinare la sua percezione dell’architettura e della pittura, gettando i germi di quella che sarà una grande passione futura per le arti figurative.
Sospinto da un impensato slancio di coraggio, contatta il poeta e biografo Nico Naldini, autore del Volume “Vita di Giovanni Comisso”, ed instaura con lui un sincero rapporto di amicizia. E’ lo stesso Naldini ad incoraggiarlo sulla via della scrittura, assegnandogli dei piccoli incarichi per alcune ricerche bibliografiche, utili ai suoi successivi Volumi “De Pisis” e “Pasolini – Lettere”, entrambi editi da Einaudi.
E’ con grande incredulità che Andrea Di Cesare scorge un giorno il proprio nome sia nella pagina dei ringraziamenti di entrambi i Volumi, sia in una dedica particolare – scritta di pugno dal Naldini – sul Volume di poesie “La curva di San Floreano”, in cui l’autore lo ringrazia a mezzo di un inciso: “Ad Andrea Di Cesare, mio primo collaboratore di ricerche depisisiane”. Copia del predetto Volume verrà poi persa dal Di Cesare con immenso dolore durante un trasloco.
La curva di San Floreano rappresenta un toponimo “caro” alla famiglia Di Cesare, e Andrea sente di portarsi dentro, con dolore e struggimento, la luce di quei cieli già cari a Giambattista Tiepolo, a Casanova, a Comisso e a Pasolini.
Andrea inizia intanto il suo percorso professionale di Riabilitatore Psichiatrico, per cui si laurea con successo, costruendo un personale bagaglio di conoscenze dell’animo umano che lo porterà ad interpretare con abilità anche i più piccoli segni di disagio della persona. Ambito durissimo e scomodo questo, le cui logiche stereotipate e alienanti, figlie della nuova aziendalizzazione sanitaria italiana, lo indurranno presto a ridurre l’entusiasmo per questa professione, e a cercare altre dimensioni in cui esprimere le proprie abilità professionali e creative. Ci tiene però a ricordare, di quegli anni, gli insegnamenti del Prof. Claudio Mencacci, e della Prof. Manuela Peserico, poiché di grande profondità e che, oltre alla precisione dell’aspetto clinico – fondamentale per comprendere la psiche e la cura – infondevano consapevolezza etica e civile in una professione soggetta a facili distorsioni e derive deontologiche.

Nico Naldini “Vita di Giovanni Comisso”comisso

Negli anni 2002-2003, collabora come cronista bordo-ring con la rivista pugilistica “Boxe Ring”, scrivendo un certo numero di articoli riguardanti incontri fra pugili dilettanti della Lombardia. Nel 2007 esce, per le Edizioni Libreria Croce, il suo Volume “Vite da Ring” che è resistito, sugli scaffali delle librerie, per almeno 8 anni consecutivi .
Sempre intorno a quegli anni, grazie alla presentazione di Nico Naldini e alla conoscenza dei testi di Giovanni Comisso, conosce due importanti giornalisti del Corriere della Sera, Leo Vergani e Giuliano Gramigna. Da entrambi riceve sia incoraggiamenti che critiche, proprio quelle di cui un giovane scrittore ha estremo bisogno. La morte prematura di Leo Vergani fa sì che nasca un vero rapporto di amicizia solo con Giuliano Gramigna (scomparso a sua volta nel 2006), momento, per Andrea, di vera crescita e profonda maturazione.
Il 26 luglio 2010 – giorno del suo ottantesimo compleanno – scompare il Maestro e amico Gian Luigi Falabrino, che negli ultimi due anni e mezzo di vita aveva contribuito all’ulteriore crescita di Andrea con insegnamenti mai imposti dall’alto, ma “proposti” con la semplicità delle persone che sanno mettersi al livello di tutti e che hanno a cuore soprattutto l’etica e la giustizia. (vari links su Gian Luigi Falabrino).

 

Giovanni Comisso “Amori D’Oriente”amoricomisso

Punto di svolta è il sito web “ideabiografica.com”, che nasce nel 2001 allo scopo di promulgare l’attività di Andrea Di Cesare come Biografo su Commissione. Da fucina di resoconti personali il sito evolve verso una nuova e più ispirata direzione, diventando prima un portale di informazione alternativa, libera e non soggetta a vincoli politici ed editoriali, che si auto-sostenta, e poi una vera e propria Rivista telematica, registrata nel 2007 presso il Tribunale di Milano.
In esso vivono recensioni di libri poco conosciuti e di famosi tomi letterari, valutazioni di film di nicchia o di grandi capolavori della cinematografia, profonde tesi sull’animo umano e dissertazioni di psicologia e psichiatria, oltre ad un’aggiornata esposizione dell’attualità e degli avvenimenti contemporanei. Tutti filtrati sotto la lente critica di un cronista vecchio stampo e del tutto “sui generis”, animato da un serio impegno civile e che mal sopporta la qualifica di giornalista, e che ama essere definito semplicemente un uomo di cultura.
Nel 2011 l’ennesima trasformazione, in sito dinamico. Php.
A cura di Silvia Petrone
1 gennaio 2017

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Andrea Di Cesare – Vite da Ring – edizione e book 2016

Prefazione all’edizione e-book del 2016 di Fausto Narducci – Caporedattore Varie – Gazzetta dello Sport – Autore di libri sul pugilato:
Ormai sono passati quindici anni da quegli incontri ripetuti in Gazzetta ma una cosa la ricordo bene: io e Andrea eravamo partiti da due sponde opposte ma le nostre barche si erano ritrovate in un mare tranquillo, di assoluta comprensione. Io, giornalista alla Gazzetta dal lontano ’84, mi ero avvicinato al giornalismo proprio attraverso la boxe quando, ai tempi del liceo, avevo cominciato a frequentare la Fulgor Napoli del maestro Geppino Silvestri dove si allenavano Patrizio Oliva e Alfredo Raininger ed ero rimasto folgorato da quel Piccolo Mondo Antico al punto da cominciare subito la collaborazione con Boxe Ring che mi ha portato fino a Milano. Da tempo nei giornali non esiste più la rubrica (nel senso che gli spazi sono occasionali) e la conoscenza del ring è diventato un aspetto marginale della mia professione ma il sudore dei pugili che ho conosciuto (alcuni molto bene, più di tutti il compianto Giovanni Parisi) mi è rimasto in qualche modo incollato addosso, anche se non riconosco più il mio vecchio sport. Andrea Di Cesare veniva da un percorso completamente diverso e il suo approccio culturale sembrava distante dalla psicologia sempliciotta e un po’ grezza dei personaggi che ero abituato a frequentare. Invece, pian piano, entrò in sintonia con loro aggirando più di quanto sia riuscito a fare io quella diffidenza istintiva verso i giornalisti che creava sempre un ostacolo fra i giornalisti e la stampa. Chiariamolo subito: ai calciatori devi estirpare le parole con le pinze, devi guadagnarti con pazienza certosina la loro fiducia ma non sarai mai loro amico. Un pugile, più di qualsiasi altro sportivo, ti firma una cambiale in bianco, ti concede la sua fiducia assoluta ma tende a colpirti con gli effetti speciali, fa il guascone per una sorta di soggezione culturale e psicologica che raramente sono riuscito a superare. Andrea, come si evince dalle pagine del libro che ho riletto con piacere a distanza di 15 anni, proprio per la sua formazione professionale ha tirato fuori l’anima di ogni pugile o ex pugile intervistato: il mio concittadino e coetaneo Raininger, che già ai miei tempi mi aveva colpito per intelligenza e profondità di giudizio, qui appare diverso da come mi era apparso attraverso la mediazione giornalistica, sicuramente più vicino a come è veramente. Capisco che Andrea si sia innamorato dei pugili. Non esiste nessuno sportivo più diretto, disponibile e più vulnerabile di un frequentatore del ring: credo che nella società moderna non esistono personaggi pubblici che riescono a mettersi a nudo come i pugili come se il ring funzionasse da transfert fra il mondo interiore e quello esterno. A distanza di tanti anni i ritratti di questo libro sono ancora vividi e attuali, attualissimi direi. Fa effetto, assistendo al degrado a cui è arrivata oggi la boxe nonostante l’esplosione della dimensione fitness, leggere che già allora si parlava di sopravvivenza del ring come metafora e di sport anacronistico. Sembra incredibile ma ogni anno escono decine di libri di argomento pugilistico e per la prossima stagione cinematografica sono in uscita quasi dieci film che parlano di boxe ma in Italia non si combatte quasi più, le tv trasmettono raramente gli incontri e anche un campione mondiale come Giovanni De Carolis è per lo più sconosciuto alle masse. Eppure grazie alla Gazzetta sono stato l’unico giornalista italiano a cui è stato concesso un posto a bordo ring al Mondiale miliardario Mayweather-Pacquiao di Las Vegas e vi assicuro che da quelle parti è tutta un’altra cosa. Forse la lezione che, attraverso questo libro, ci viene dal passato servirà a riaprire un percorso per tante nuove vite da ring.
Fausto Narducci
Caporedattore Varie Gazzetta dello Sport
Autore di libri sul pugilato

Interviste contenute in “Vite da Ring” (prima edizione: Edizioni Libreria Croce, 2007 – seconda edizione: e-book, 2016):

Bruno Arcari; Nello Barbadoro; Nino Benvenuti; Carmelo Bossi; Nino Crociani (pittore); Mario D’Agata; Giovanni Dicanio; Bruno Fabris (allenatore di Tiberio Mitri); Franco Festucci; Giancarlo Garbelli; Sandro Lopopolo; Sandro Mazzinghi; Patrizio Oliva; Alfredo Raininger; Paolo Vidoz; Gianna Vizzich (sorella di Tiberio Mitri); Lorenzo Zanon.

Andrea Di Cesare – Vite da Ring – prima edizione – Edizioni Libreria Croce, 2007

 

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Da “Sentieri e ferrate lecchesi” di Sandro Gandola. Scatti avvenuti sulla Ferrata Rebuzzini – Zuccone Campelli – una bellissima e accessibile cima “dolomitica” nella zona orobica di Barzio (ottobre/novembre 1983 – foto di Bruno Morandin).

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ASIAN (particolare) – 2012

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PRIMAVERA NELLA CITTA’ (particolare) – 2012

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METROPOLI

Metropoli
Dal cuore d’acciaio
Metropoli
Dal sesso sbandato
Metropoli
Dal volto deforme
Metropoli
Dal corpo che palpita
Metropoli
Così bella
Così ferita
Così amata.

© Andrea Di Cesare, 2012

da “Reggae bang bang”, di prossima pubblicazione

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NAPOLI – Agosto 2012 – da “Reggae bang bang”:

Napoli accoglie fra vecchi muri tinteggiati e scrostati, una antica, lontana, patina di anime, che sono transitate, qui, che sa di sudore, di sofferenza, di attesa, di qualcosa, qualcosa, che questa città, tiene nascosto, ai più. Forse, sottoterra, forse, dentro il tufo, dentro, le mura, nelle intercapedini, delle persone, sconosciute, anche a sé, medesime. Se qui, il velo di Mâyâ, dovesse cadere, sarebbe una, tragedia. Se la finzione, scenografica, dovesse cedere il posto, alla realtà, esploderebbe, irreparabilmente, tutto. Se l’isteria, si convertisse, in guarigione, sarebbe, l’ecatombe. La malattia, ha da sempre protetto, tramite la rappresentazione, questa città, da se stessa. Finora, il velo di Mâyâ, ha retto. Cammino, fra vicoli, ampi viali imperiali, fra edifici, che sembrano, vuote, case, fatte di, cartone. Presepi, dove fantocci, natalizi, mettono in scena, il dolore. Forme-di-esistenza-mancata. Ma il dolore, è nascosto, sotto le pieghe, di una rappresentazione, isterica, che lo deforma, in allegria, in musica, in finta, solarità. Napoli, è una città apollinea, tanto apollinea, da celare, nella sua più profonda fibra interna, la cieca distruttività di Dioniso. Fra sculture greche, mi aggiro nel museo archeologico, e trovo quell’ermafrodita,

per nulla sereno, per nulla classico, già corrotto, dal Male. Dioniso, qui a Napoli, è un’ombra, appena percepibile, un velo, di condensa, sui muri, un riflesso, che vedi, e subito svanisce, ma, presente, insediato, nelle pieghe profonde, della città, nei sorrisi candidi e acerbi, dei giovani ragazzi dall’aria spensierata.

Grazie all’intervento della Dea Trasformatrice
ho potuto amare tutto ciò.

La grazia e la compostezza di un popolo
spesso frainteso

La tragedia umana
che muta in commedia

Sotto questo cielo vulcanico
presidiato dagli Dei.

E guardo questi cornicioni sbrecciati
questi archi barocchi obesi e sfatti
e questi volti di giovani così acerbi

E mi sento fortunato – finalmente –
che mi si sia dischiuso il cuore – a tutto ciò

Grazie / alla Dea Trasformatrice:

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clicca sull’immagine per ingrandire:

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CrestaSegantini

in una bella giornata invernale sulla “Cresta Segantini” – sullo sfondo le Guglie della Val Tesa (al centro Fungo-Torre-Lancia) – (da “Arrampicate in Grignetta” di Dante Porta e Bruno Morandin).

 

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millionaire copertina

millionaire articolo

 

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Congresso: dal pregiudizio alla cittadinanza – Società Italiana di Psichiatria (SIP). Il contributo delle neuroscienze delle scienze umane e delle politiche sociali alla salute mentale – Torino 16-21 ottobre 2000. E. Monzani, Vittoria Bianchini, Andrea Di Cesare, B. Serrati, M. Bastardi, A. Righi.

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elena

Edizioni Sannite, 2003

Biografia “a distanza, su commissione” (leggermente “romanzata”), su script inviati quindicinalmente dal committente, via fax, e pubblicati a puntate sulla Testata “Benevento Giornale” tra il 2001 e il 2002, metodica per la prima volta applicata da Andrea Di Cesare.

 

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Anghiari

2009

Libera Università dell’Autobiografia – (Anghiari)

La storia, le storie – decennale 1999-2009

dove compare uno scritto di Andrea Di Cesare del 1999, depositato presso l’Archivio Diaristico di Pieve Santo Stefano

COMUNE DI ANGHIARI – Libera Università dell’Autobiografia – Con il patrocinio dell’Università degli Studi di Milano Bicocca – Attestato di Formazione 1999-2000 – Esperto in metodologie autobiografiche –

Il Presidente: Saverio Tutino

Il Direttore Scientifico: Duccio Demetrio 

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balkan

MERCE UMANA – 2012

forme-esistenza

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