È morto Valentino Parlato, il comunista eretico che fondò Il Manifesto

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Nato a Tripoli da genitori siciliani, trasferitisi in Libia alla fine degli anni '20 del Novecento: la madre, Angela Sajeva, proviene da Favara, il padre, Giuseppe, da Comitini, due località dell'agrigentino. La tranquilla infanzia nella società coloniale tripolina, termina con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. La famiglia si trasferisce nella campagna di Sorman, dove il nonno materno possiede una concessione agricola. Non potendo studiare, divora la modesta biblioteca familiare, è il germe di una cultura onnivora curiosa che lo accompagnerà per tutta la vita; con il nonno impara a conoscere la vita di campagna, molto diversa da quella piccolo-borghese vissuta a Tripoli. Dopo la guerra, la Libia passa sotto l'amministrazione britannica. In questi anni forma la propria coscienza politica, conosce Clara Valenziano (che in seguito sposerà) ed è tra i fondatori del Partito Comunista Libico, fatto che ne provocherà nel 1951 l'espulsione dal paese. Si trasferisce a Roma, dove si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza, conosce Luciana Castellina e lavora per il giornale del partito, L'Unità. (Wikipedia)

2.5.2017 – È morto Valentino Parlato, il comunista eretico che fondò Il Manifesto. – TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=23237

 

 

 

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