IL GIUDICE DI PACE DI VENEZIA HA CHIESTO ALLA CORTE COSTITUZIONALE DI RIPRISTINARE IL REATO DI INGIURIA CANCELLATO CON LEGGE DUE ANNI FA.

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IL GIUDICE DI PACE DI VENEZIA HA CHIESTO ALLA CORTE COSTITUZIONALE DI RIPRISTINARE IL REATO DI INGIURIA CANCELLATO CON LEGGE DUE ANNI FA.

 

26.11.2017 – Il Giudice di Pace di Venezia dott. Pertile con due ordinanze di identico contenuto ha chiesto alla Corte Costituzionale di ripristinare il reato di ingiuria già previsto e punito dall’art. 594 del codice penale. A suo parere sarebbe illegittima l’abrogazione decretata con decreto legislativo 15 gennaio 2016, n. 7 perché violerebbe i princii sanciti dagli articoli 2, 3, 10  e 117 della Costituzione. Infatti mentre il reato di ingiuria é stato cancellato per legge, il reato di diffamazione é tuttora punito dall’art. 595 del codice penale. Si é così determinata un’ingiustificata discriminazione tra due fattispecie di reato abbastanza simili tra loro. Ad esempio, “rimane reato la lettera di lamentele inviata  a Tizio e Caio sulle qualità etiche di Sempronio, mentre non é più ipotesi di reato la lesione dell’onore realizzata in presenza dell’offeso, in un pubblico convegno  o in una trasmissione televisiva, pronunciando le più turpi, offensive e lesive ingiurie in presenza della persona offesa”.                                                                                    

 

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