Una casa su DUE PIANI

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Una casa su DUE PIANI

Le “Verità Ultime” – i “sentieri interrotti” di Heidegger, il “tornare alle cose ultime” – ultime, purtroppo, rimangono, nell’accezione di: dimenticate, disertate, dai lettori, dalla televisione (forse, per fortuna…), dalla stessa classe culturale mainstream, quella del marzullismo (da Marzullo), del divismo culturale (non faccio nomi!), dell’affaccendato mondo dell’Informazione (non dico altro…).

Udiamo tutto attorno a noi un brusio di fondo… il brusio del tanto parlare, senza dire nulla… senza comunicare nulla… IL BRUSIO DEL NULLA: ci avete mai pensato? … il nulla ha un suo brusio…

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… scherzi a parte…

Il Mondo Contemporaneo è attraversato da un Senso Comune che si è fatto strada attraverso la Televisione, i Giornali aggiogati al potere degli editori & inserzionisti (Mercato), si è addirittura insediato nelle pieghe della Rete, trasformando questo esperimento di Libertà (la Rete) in un ulteriore strumento di predominio (vedasi le logiche “prepotenti e vessatorie” di Google e Facebook, solo per fare due esempi fra i tanti).

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… da tutto questo brusio di fondo da senso comune, da pensierounico politically correct, buonismo e moralismo che ne fanno da collante, a volte possiamo isolarci, prendendo in mano un libro:

Marcello Veneziani, nel suo ultimo lavoro, si è posto un obiettivo dal sapore “alpinistico” (n.d.r.) salire la vetta del Contemporaneo, per poi spaziare oltre di esso, e trovare una via di fuga nell’infinito, attraverso il recupero del mito, col suo libro “Alla luce del mito”. Qui, le “verità ultime”, ci vengono incontro, ci vengono presentate secondo il gusto della trattatistica erudita, ma scevra di pesantezze accademiche.

Il tempo, per le Civiltà Classiche, aveva un duplice movimento: un defluire e un confluire. Dalle stagioni, all’eternità. Se per i Classici, da una parte, il Tempo fluisce in una dimensione super-storica, essi erano anche consapevoli che il Tempo forniva all’Uomo la caducità – tragica – del suo essere storico, e morituro.

Così, anche in Noi scorrono Due Vite:

la vita “piccola”, fatta di giornate che avranno una loro fine, racchiuse nel nostro ego; e la vita “grande”, che riluce nel mito. La vista del mito, è una vista oltre il sensibile, che viene concessa all’uomo, oltre la sua vita piccola, per confluire in quella grande.

Viviamo su una casa di due piani: al primo piano risiede lo spirito di realtà (quello che la psicoanalisi chiama “Principio di Realtà”), mentre dalla terrazza si scorgono cielo e stelle, da dove noi possiamo scorgere il Nostro Destino, respiro che ci viene donato, dall’unione tra micro e macro cosmo, il MERAVIGLIOSO e l’eterno Tornare.

 

©, 2017

Friedrich Nietzsche

Martin Heidegger
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