Richard Woodman – Drinkwater, l’occhio della flotta

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Richard Woodman

“Drinkwater, l’occhio della flotta”

romanzo

Mursia, 2008

Da allievo ufficiale a terzo ufficiale, nel corso di due duri anni di vita in mare, fra burrasche, battaglie e vita di bordo costellata anche da abusi omosessuali perpetrati dagli anziani, descritti di Richard Woodman senza molte censure. Nathaniel Drinkwater, destinato a diventare eroe e marinaio premiato da Sua Maestà Britannica, sembra uscito dalla penna di Joseph Conrad, da una Linea d’Ombra conradiana che anch’egli vive sulla sua pelle, nel distacco dall’adolescenza per approdare a una vita adulta che solo la vista del dolore e della morte – in battaglia – di tanti suoi compagni gli fa conquistare. Drinkwater vince, però, la sua prima battaglia, quando trova il coraggio di sfidare a duello il nostromo Morris, efferato aguzzino pervaso dall’insano gusto di abusare dei giovinetti di bordo. Sarà – dopo lunghi momenti di terrore – la vittoria su Morris a fargli alzare lo sguardo da terra, e a fargli acquistare la stima incondizionata del resto dell’equipaggio dei ponti inferiori. Ma l’ascesa è dietro l’angolo; dopo aver fatto da comandante supplente su un kutter privato, il suo coraggio lo porterà a catturare una nave di corsari americani, che lo farà salire di grado e nella stima degli alti comandi. Il mare è il suo elemento, come quello degli altri marinai della Cyclops, e quando – con un drappello di uomini – sbarcherà sulle coste della Carolina, Drinkwater presagisce il peggio, non trovando – sulla terraferma – la protezione di un elemento – il mare – che più si addice alla sua personalità, alla sua scaltrezza di marinaio, e non di fante di terra. Dopo aver partecipato a battaglie memorabili, come la “Battaglia al chiaro di Luna”, troviamo gli uomini della Cyclops impauriti sulle sponde della Carolina, alle prese con un modo di combattere a loro estraneo. Ma la vittoria sarà loro, e il finale, liberatorio, sarà un lieto fine, malgrado l’equipaggio decimato e la desolazione della battaglia, con navi ridotte in pezzi e un cimitero di corpi straziati a insanguinare la coperta di una nave che è già diventata una leggenda della letteratura marinaresca, la Cyclops, e il suo capitano, Henry Hope.

©, 2008

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