RICHARD WRIGHT – FAME AMERICANA

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RICHARD WRIGHT

“Fame americana” di Richard Wright, è il ritratto di un’America vista dagli occhi di un reietto, ferita nel cuore della sua stessa essenza: l’economia. Nel gelido inverno del 1927, in questa Chicago di pietra ferro e vetro, un povero nero affamato bussa alle porte dei bianchi, per elemosinare un lavoro. Ma i bianchi si limitano a dargli un lavoro, senza capire la sua essenza di persona. I bianchi, alla fine, lo tratteranno da sub umano, quasi da bestia. Il nero cerca, con la 3^ elementare, di farsi una cultura da autodidatta. E allora capisce che il punto di vista dei bianchi non potrà mai essere sulla stessa linea di quello dei neri. L’unica, era fare corpo con gli altri neri. Approda al partito comunista, ma anche lì i neri comunisti denunciavano punti di vista sospettosi verso i neri comunisti intellettuali. Ligi alla linea stalinista, non accettavano neri comunisti come Wright, dediti a sospetti studi sociologici. Il destino di questo povero nero, è la solitudine e l’emarginazione, anche fra i suoi simili. Ma la carica vitale di Wright – che non soccomberà – sta proprio nel suo atteggiamento intellettuale, curioso e ironico di fronte a tutti i rifiuti che incontra sulla sua strada. Sullo sfondo della storia, abilmente narrata, vi sono le lotte sindacali, gli scioperi e i sommovimenti di quella fetta di storia americana che va sotto il nome di “depressione”. Ma il Nostro non è depresso, è, al contrario, vitalmente battagliero.

©, 2006

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