Homo Felix di Giuseppe Cassieri

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“Homo Felix” di Giuseppe Cassieri

Marsilio, 2002

recensione apparsa sul quattordicinale Benevento diretto da Achille Biele

Giuseppe Cassieri, vive a Gaeta, sua seconda patria, essendo egli nato a Rodi Garganico. Cassieri è indiscusso protagonista della narrativa italiana contemporanea. I suoi racconti, e romanzi, pieni di neologismi e gusto aristocratico per la buona scrittura, sono intrisi di personaggi a volte paranoici, comunque bizzarri, che ci conducono, col loro fine gusto per la satira, verso i vicoli più bui dell’esistenza. Incerti, pregni di autocoscienza e sottile paura di vivere, i personaggi di Cassieri sembrano uscire da un mondo parallelo, fatto di assurdità, nullità, appiattimento.

Così Cassieri ci narra, in “Homo Felix”, di un incidente accaduto su un viadotto della Flacca, in località Scissure, un giorno in cui si stava verificando un’eclissi.

L’incidente fa finire una donna all’ospedale, dove resta in coma per otto mesi. Il suo compagno, autore di fiction televisive, la veglia notte e giorno, intessendo con lei un muto colloquio.

Romanzo che parla di smarrimento, di solitudine e sofferenza, “Homo Felix” ci porta nel cuore dell’uomo contemporaneo, disorientato di fronte alle nuove tecnologie e alla velocità della comunicazione dei nuovi media.

©, 2004

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