DIEGO PARASSOLE – I CONSUMISTI MANGIANO I BAMBINI

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DIEGO PARASSOLE

“I CONSUMISTI MANGIANO I BAMBINI”

TEATRO DELLA COOPERATIVA (MILANO) 8-20 FEBBRAIO 2011

 

Il cuore del messaggio che questa volta Diego Parassole ci lancia in maniera battagliera dal palco è contenuto già nel titolo. Se una volta il primato della infantofagia era attribuito – in maniera dubbia – ai comunisti, secondo la filosofia di Parassole oggi dovrebbe essere attribuito a chi, come i consumisti, cioè tutti noi, privano i bambini di oggi del loro domani, del loro futuro. Come? Privando loro delle risorse del pianeta, di un pianeta sempre più depredato e impoverito; della salute alimentare, e quindi fisica; della qualità delle nostre città, dove sempre più lo stile di vita è uno stile di pura sopravvivenza fisica, economica, ambientale e sociale.

Se un tempo i comunisti si riunivano nella Casa del Popolo, gli odierni consumisti si danno appuntamento al centro commerciale. Se un tempo i comunisti dovevano lottare contro il Capitale e i Padroni, gli odierni consumisti devono fronteggiare altri pericolosi nemici, annidati all’interno della loro stessa psiche, una psiche che è divenuta – secondo precisi studi sul nostro comportamento – l’ultima frontiera del Capitale, mediato dal marketing e dalla ricerca sugli stili di consumo di massa. Nel nostro cervello esiste un’area preposta al piacere, al soddisfacimento degli impulsi edonistici. Su questa fanno leva la disposizione allettante delle merci negli scaffali dei grandi spacci commerciali, la scansione con cui vengono indette super offerte imperdibili che ci fanno percepire il senso della perdita, e quindi il dispiacere di non comprare un articolo scontato ancora per pochi giorni e in esaurimento scorte. Quando percepiamo il dispiacere, scatta l’intervento di quella piccola area cerebrale che ce lo fa superare facendo scattare la nostra mano per appropriarsi del prodotto. E se non abbiamo abbastanza contante in tasca, c’è sempre la possibilità di pagare con la carta di credito, il che ha anche il vantaggio di non farci vedere i soldi che se ne vanno. Peccato che quelle scarpe in super offerta non ci vadano bene, peccato che le abbiamo acquistate solo perché erano in offerta e che fossero di mezzo numero in meno e che quindi saremo destinati a doverle regalare o buttare. Ma fa niente, per il grande cervello del marketing noi abbiamo obbedito a un impulso di piacere più che a un bisogno reale. Per gli studiosi di psicologia pagati dall’industria del superfluo anche questa volta noi siamo state le vittime consenzienti di un processo consumistico che, alla lunga, impoverirà noi, il pianeta e i nostri figli, e sta già impoverendo enormi masse di popolazione nei paesi più arretrati. Viviamo in un enorme centro commerciale allargato, che mette sul mercato oggetti programmati per rompersi, non per durare, perché questo bloccherebbe i consumi. Viviamo in un enorme emporio a basso prezzo, dove tutto è scontato, peccato sia anche in gran parte superfluo, un emporio che sembrerebbe essere un’estensione del NAC, quell’area cerebrale governata dalla dopamina e dal principio di piacere, che lavora a braccetto con l’INSULA, l’area del dispiacere, che fa scattare il bisogno. Valgono poco gli sforzi della CORTECCIA PREFRONTALE, che dovrebbe farci ragionare sull’inutilità, sulla follia, sulla totale idiozia di comprare un paio di scarpe di mezzo numero in meno, perché sono scontate che quasi le porti via gratis! Quegli psicologi di marketing dovrebbero temere la corteccia prefrontale, proprio come i vecchi padroni dovevano temere i comunisti. E se il comunismo è fallito, e i padroni hanno vinto, oggi stanno vincendo gli psicologi del marketing, con strategie di mercato che hanno fatto crescere la dopamina a livelli impensabili, rendendo il NAC il loro più grande alleato, e il nostro peggiore nemico. Si potrà mai uscire da questa palude insana? Proprio sulle interazioni fra queste tre aree cerebrali si gioca la parte più comica dello spettacolo, con un Parassole che, unico al mondo fra i comici, riesce a dare voce drammatica e al tempo stesso divertente a delle funzioni mentali in lotta tra di loro, con il NAC libidinoso prepotente e insistente, l’INSULA che duole di dispiacere, la CORTECCIA con la sua vocina querula che riporta alla realtà. Le risate escono copiose, mentre Parassole cambia voce, gesticola, lotta come un vero gladiatore sul palco, ove si consuma il rito sacrificale della grande risata. 

Forse sì, forse usciremo da questa palude insana, se cercheremo di uscire dalla nostra solitudine, dal nostro individualismo, se cercheremo di capire che i centri commerciali non sono la Casa del Popolo, ma la sua prigione, il luogo dove si consuma la sua schiavitù.

       

 

©, 2011

INTERVISTA a Diego Parassole – a cura di Andrea Di Cesare

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