ARTE E TERAPIA con il Museo Hermann Hesse di Montagnola. Dalla Svizzera …in Brianza, per il mondo intero…

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ARTE E TERAPIA con il Museo Hermann Hesse di Montagnola. Dalla Svizzera …in Brianza, per il mondo intero…

 

In collaborazione con il Museo Hermann Hesse di Montagnola, in Svizzera, (cittadina in cui il celebre scrittore ebbe residenza negli anni più fervidi  della sua creatività letteraria) si sono tenuti e organizzati, in vari paesi della Brianza (es. Tradate – Villa Comunale -, Cantù – Liceo E. Fermi) e del comasco, manifestazioni di alto livello culturale ed artistico, curate e patrocinate dai vari ministeri Italiani; ambiti di carattere culturale che ospitano le produzioni artistiche  dello scrittore, i celebri acquerelli di carattere e impronta “bucolici”, accompagnati e contestualizzati visivamente dai commenti critici, dalle letture in prosa, e dalle poetiche recensioni delle opere e dei testi, dai Saggi di viaggio, ai racconti, ai romanzi, discussi, commentati ed ampiamente approfonditi e sviscerati nei più arditi, abissali ed insondabili meandri dell’inconscio creativo umano, da parte degli operatori, curatori ed organizzatori culturali del Museo di Montagnola, rinomata sede, fucina creativa di ricerca e archivio molto aggiornato e documentato della intera biografia di Hesse, punto saldo e riferimento culturale relativo all’Autore, luogo rinomato, caposaldo letterario di riferimento per tutta Europa relativamente alla grande figura di letterato che fu Hesse, Nobel per la letteratura ed attivista di pensiero nel periodo pre e post bellico, uomo di cultura, indipendente nel pensiero ma contemporaneamente schierato contro i regimi totalitari del continente e del mondo intero…

Per citare alcuni esempi, la cittadina di Cernobbio ha ospitato in Villa Comunale, dal Settembre al Novembre 2000, la mostra di acquerelli di Hermann Hesse dal titolo emblematico “Parole e colori”, organizzata dal Museo di Montagnola in Svizzera, sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana e del Ministero della pubblica Istruzione e dei Beni Culturali.

All’inaugurazione dell’esposizione artistica, l’importante presenza del Professor Boris Luban-Plozza, coautore del famoso libro “Il terzo orecchio”, che ha tenuto una conferenza relativa all’analisi sottile dell’espressività creativa del celebre scrittore tedesco, con il tramite del colore (accostamenti cromatici), attraverso un’accurata forma compositiva, cadenzata e decorativa dei tratti raffiguranti nitidi paesaggi e ampie vallate svizzere, sotto celesti cieli tersi e cristallini.

La fantasia creativa analizzata dunque dal Professor Luban Plozza come mezzo terapeutico autopoietico, rigenerante e catartico (di purificazione), per superare un particolare periodo di crisi interiore, depressiva, che afflisse appunto Hesse durante la seconda guerra mondiale, i cui orrori sconvolsero l’animo dell’artista-scrittore. Hesse fu vivamente consigliato dal celebre studioso di psicanalisi Jung di combattere gli stati di sconforto legati all’umore, alle crisi depressive, con il tramite del colore della pratica pittorica, perché creare completa, riempie, soddisfa l’anima, la mente, i sensi… creare è appagante, riposante, ed aiuta ad incontrare il prossimo, ad instaurare legami e relazioni amicali proficue, profonde, autentiche, di conforto. La creatività rappresenta la via maestra di ogni età, una risorsa interiore per superare l’inesorabile trascorrere del tempo, vincere l’atrofia mentale, l’inibizione delle facoltà espressive, comunicative e degli interscambi relazionali, affettivi, amicali. Creando, si incontra l’altro da sé, instaurando relazioni si vince la solitudine, recuperando il rapporto con l’interiore emotività, sperimentando il sentimento sociale, oltre la solitudine esistenziale dell’epoca post-moderna e contemporanea, impregnata dei disvalori dell’arrivismo, del consumismo, dello strapotere dell’economico, oltre l’interesse delle masse, del popolo… Creando e riscoprendo l’anima bambina, per sperimentare di nuovo lo “stupore infantile”, il senso di curiosità che si esprime tramite la comunicabilità della creazione artistica, istintiva ed emotiva, con cui si esterna la sensazione del ricordo (ricordare: riportare al cuore) attraverso l’emozione del vissuto trascorso, del personale passato autobiografico che si riattualizza nell’arte.

L’espressione artistica risveglia la nostalgia dell’infanzia perduta nel contatto assoluto con l’elemento femmineo, la terra d’origine, l’entità materna della creazione divina naturale (fusis), lo spirito universale che permea l’esistente, la madre terra fertile, divinità ancestrale, la cui rassicurante presenza riaffiora alla mente dell’ uomo-bambino, tramite un processo nostalgico, attraverso il ricordo che si concretizza nelle cromie variopinte, intense e penetranti dei nitidi contorni degli acquerelli di Hesse… dopo decenni dalla scomparsa, “ospite” gradito in terra di Brianza… e del mondo intero, per sconfiggere, esorcizzare, allontanare con l’arte e l’estro letterario, il genio creativo, gli spettri dei conflitti mondiali passati, presenti e futuri, che sempre minacciano i popoli della terra intera sotto vari aspetti, forme, questioni e problematiche sociali e politiche.

©, 2003

link correlato: 13 anni di Terapie espressive a Milano – Anni 1981 – 1994

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